Album
OPEN
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Edoardo Bridda
- 6 Luglio 2023
Lunice è sulla piazza internazionale del beatmaking da tre lustri abbondanti. Ha collaborato con pesi massimi come Kanye West, Skrillex, Flying Lotus e SOPHIE. Conta aperture per Madonna e una comparsata, in qualità di attore, nel video di 212 di Azealia Banks (era il ballerino). Non solo, in due riprese si è fatto notare come la metà, assieme a Hudsown Mowhake, di TNGHT, progetto (rave) trap che ha contribuito a sdoganare (l’allora non ancora generazionale) genere sui dancefloor dei festival di tutto il mondo.
A distanza di 6 anni dal debutto solista CCLX, ben accolto da queste parti, il producer si ripresenta con quel che è di fatto un mini album. OPEN conta su 25 minuti per 10 tracce sui 3 minuti scarsi di media.
Intuizione, istinto, flessibilità e spirito d’adattamento sono le coordinate che il produttore s’è dato. Vale a dire che se YAYAYA, coi suoi bassoni, rimanda all’esperienza con il summenzionato duo, Last Time con Zach Zoya al microfono sta a metà tra una contemporanea produzione trap in riva al mare e un flow degno dell’old kanye di cui tutti sentiamo la mancanza.
Il resto se la batte allo stesso modo: tra puntuti ritmi parenti anche del britannico aquacrunk (Red Congo) e scazzato ganja rap (Walk con Cali Cartier) che inevitabilmente scivola nel soul (la titletrack con Yuki Dreams Again). I bassi scavano ovunque profondi crateri e la specialità sta nell’“aspirare” lo spazio sonico attorno, scegliere gli effetti da farci galleggiare dentro. Una modalità che inevitabilmente paga pegno alla compianta SOPHIE.
Con OPEN Lunice fa quadrato attorno a quella che è la sua cifra stilistica e le sopracitate influenze. Queste cose le abbiamo già sentite e c’è da dire che qui continuiamo ad apprezzarle per fattura, intarsio e timbriche.
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