Album
This Is What We Do
-
Edoardo Bridda
- 28 Luglio 2022
I Leftfield sono quelli del classico 90s Leftism, gli autori dei singoli killer Open Up con John Lydon e Afrika Shox con Afrika Bambaataa, il duo che assieme a Underworld e Faithless, e soprattutto Prodigy e Chemical Brothers, ha portato avanti un discorso dove dance e formato album, approccio live “da band”, campionamenti e breakbeat, collimavano in un un eclettico mix su basi house come techno, trance come dub.
A sette anni dall’ultima prova – Alternative Light Source – in cui al timone trovavamo il solo Neil Barnes, la sigla ritorna con This Is What We Do. Il disco, prodotto assieme Adam Wren, vede featuring d’eccezione anche questa volta. Se nel precedente c’erano gli Sleaford Mods, qui troviamo Grian Chatten, frontman dei Fontaines D.C., e il poeta Lemn Sissy. La copertina dell’album è uno scatto del noto fotografo Steve McCurry, scelto per riflettere il calore e la positività del disco e per celebrare le connessioni che creiamo con gli altri nel corso della vita.
Riprova ne è il primo estratto, Pulse, la cui prima sorpresa è rappresentata dall’uso dei breakbeat, e la seconda dal ritorno di un fiero, cangiante, rave sound. Imperniata su un insidioso “wah wah” di basso elettro-punk, la dance track è pensata big ma lavorata con colorazioni trance, una via di mezzo tra Chemical Brothers e Orbital, eppure assolutamente Leftfield. Per dirla con Barnes: è «dancefloor. Umana. Positiva. Con un basso fantastico. E 100% Leftfield». Segue Accumulator, una maculata hard house tra insistenze electro e dilatazioni tribali che mantiene l’energia del rave e l’idea di viaggio della trance.
Tracklist
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Discografia
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- 1 This Is What We Do
- 2 Full Way Round
- 3 Making A Difference
- 4 City of Synths
- 5 Pulse
- 6 Machines Like Me
- 7 Rapture 16
- 8 Heart and Soul
- 9 Accumulator
- 10 Come On
- 11 The Power of Listening
