Album
Laurel Canyon
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Davide De Gennaro
- 19 Dicembre 2023
Quando arrivai per la prima volta a Los Angeles, nel 1968, il mio amico fotografo Joel Bernstein mi mostrò un vecchio libro trovato in un mercatino dove c’era scritto: Chiedi a qualcuno in America dove vive la gente più pazza e di sicuro ti risponderanno in California. Chiedi a qualcuno in California dove vive la gente più matta e ti risponderanno a Los Angeles. Chiedi a qualcuno a Los Angeles dove sta la gente più folle e ti dirà Hollywood. Chiedi a qualcuno a Hollywood dove stanno quelli più fuori di testa e ti risponderanno Laurel Canyon
Joni Mitchell
Laurel Canyon è un quartiere di Hollywood Hills a Los Angeles: un insieme di bungalows e costruzioni sbilenche, una stradina che si inerpica sulla collina, il Boulevard. Ci avevano trovato asilo le vecchie stelle del cinema muto. Tra il 1965 e il 1977, un manipolo di musicisti e agitatori culturali si insedia nella zona e genera le condizioni ambientali per un’atmosfera creativa irripetibile. Ci sono Frank Zappa, Jim Morrison, i Byrds, i Buffalo Springfield, James Taylor, Carole King, i Mamas & Papas, i futuri Eagles, Peter Fonda, Stephen Spielberg, Crosby, Stills, Nash e Young, e la sopracitata Joni Mitchell – col suo cottage decorato da cristalli colorati. A Laurel Canyon si faceva musica insieme, si prendevano droghe insieme, si dormiva insieme, si formavano e si sfasciavano band.
Laurel Canyon è anche il nome di un duo e del loro esordio omonimo. Nicholas Gillespie e Serg Cereja l’hanno scelto in omaggio a quella fucina di controcultura e ai suoi lati oscuri. Il disco ricorda l’opera di destrutturazione proto-punk del blues rock messa in atto dagli Stooges. Ci sono ammiccamenti alla psichedelia, da rivaleggiare con Ty Segall. Ma il tutto fa gridare una sola parola: grunge. Los Angeles ibridata con Seattle. Pezzi come Tangiers o Daddy’s Honey potrebbero essere duettati da Iggy e dal fantasma di Cobain, e più volte viene da dire “questa suona come Drain You, Rape Me…” o un’altra dei Nirvana a piacimento. Le cose quadrano quando scopri chi è che produce e si è preso i due ragazzi sotto la sua ala: Steve Albini, l’eroe di In Utero.
Il disco, grezzissimo, esce il 31 marzo 2023 via Agitated, e raccoglie quasi tutta la musica fatta finora dal duo, eccetto i primi due singoli Two Times Emptiness ed Enemy Lines. Nelle case di Laurel Canyon forse sarebbe passato di mano.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Drop Out
- 2 A Man About Town
- 3 Madame Hit The Wire
- 4 Eczema
- 5 Victim
- 6 Daddy's Honey
- 7 Tangiers
- 8 Shove
- 9 Take Your Cut
- 10 Sade
