Album

Sen On One

11 Settembre 2020 techno elettronica

Torna il bristoliano Laksa sulla Timedance dell’ineffabile Batu. Quattro afose tracce pronte per il dancefloor che premono a dovere i bassi del soundsystem scavando nei timpani come tarli. Dancehall, techno, gqom, acid, afrofuturismi assortiti, il producer non si fa mancare nulla, e recapita 20 minuti di musica dove arcano, sci-fi, magia e futurismo godono ancora del peso della vertigine.

La title track, Sen On One, è posta in chiusura ed è quella in cui accadono le cose più interessanti. E ne accadono parecchie: ritmicamente svelti tribalismi africani rimbalzano su pause, rintocchi e marzialità cinesi, come a innescare un dialogo con 33EMYBW, poi l’atmosfera s’addensa, orbite lunari Weightless Sound intersecano fitti codici morse post-garage, arcani rituali indiani entrano ed escono di scena incalzati da oscure trame di basso techno, precipitati di voci ed effetti.

Laksa, si è capito, non fa prigionieri e quando decide di non ricorrere al ritmo è al thriller da missione spaziale che guarda, ambientandolo magari in qualche anello di Saturno (Bane). Viceversa Ardhall – con il suo spezzato dancehall a tenaglia – picchetta le sinapsi svolgendo la trama su un tappeto di note analog-sintetiche per condurci in un inedito livello di Doom. FWD Ghosts, con titolo a ricordarci delle belle notti al Plastic People, è il pezzo in cui tornano voci e tormento. È la traccia “acida” del lotto con tribalismi e sirene in lontananza scandire i tempi di una marcia che è anche un preludio.

Il continuum UK è salvo e continua a regalare soddisfazioni. Ottimo EP.

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