Album

Louie

31 Agosto 2022 soul hiphop beats

Kenny Beats è uno dei produttori hip hop più in voga – nel suo curriculum figurano collaborazioni con Kendrick Lamar, Quavo, Mac MillerVince Staples, Jpegmafia Slowthai, giusto per dirne qualcuno – ma nonostante lo status e il fatto che sia in giro da un bel po’ (produce da quando era diciottenne) ancora mancava all’appello un suo lavoro solista. Non che lui ne sentisse la mancanza, visto che aveva specificato come «non avendo nulla da dire» non volesse forzarsi a partorire qualcosa di non sentito.

Tutto è cambiato durante la pandemia: quarantenato mentre stava lavorando alla produzione di Crawler, quarto disco degli IDLES, gli è arrivata la notizia della diagnosi del padre (il Louie del titolo), cui è molto affezionato, di un cancro al pancreas. Ecco allora che l’urgenza è arrivata, con il pensiero in fase compositiva che tornava continuamente alla propria infanzia, quando il padre realizzava innumerevoli mixtape da far ascoltare in famiglia.

Così sono nati 17 brani per mezzora circa di durata totale, spesso inframezzati da registrazioni della voce del padre estrapolate da quei mix. Non si fa in tempo ad ascoltare un pezzo che subito la traccia confluisce nella successiva: la ricetta è quasi interamente strumentale e sciorina beats che campionano abbondantemente materiale da oscure hit di soul anni ’70, dalle chitarre inacidite di Really Really agli intrecci di piano, basso e coretti di Still. Il risultato, costantemente filtrato da un’estetica DIY vagamente bedroom-electronica, sembra quasi un proto-G-funk non ancora “gangstizzato”, spesso ammorbidito da melodie indovinate (le vocine pitchate di Last Words, “singolo” tra tutti se dobbiamo sceglierne uno). Figurano anche brevi contributi di Jpegmafia e Slowthai, ma sono talmente filtrati o rallentati da suonare irriconoscibili.

Abbiamo insomma tra le orecchie un bel mix ideale per “chillarsi” e inzupparsi di nostalgia: nulla di mai sentito prima, per carità, ma fatto talmente bene e con gusto da candidarsi tra le papabili uscite dell’anno. Per fortuna che il buon Kenny  (convinto da alcuni amici) si è deciso a pubblicarlo, visto che originariamente il disco sarebbe dovuto essere destinato ad un uso esclusivamente privato.

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