Album
Fish Bowl
-
Nino Ciglio
- 24 Marzo 2023
A metà anni Dieci, Kate Davis sconvolge completamente la sua direzione stilistica. Prodigio del jazz fino ad allora, l’artista dell’Oregon si dà all’indie pop e nel 2019 riesce persino a farsi notare positivamente grazie al sound vellutato di Trophy. A quello sono seguite performance ispirate a Jackson Browne, Shawn Colvin o Margaret Glaspy. E, infine, un album tributo di Daniel Johnston (Strange Boy – 2021).
Il terzo disco dalla sua svolta pop si chiama Fish Bowl, è in uscita il 24 marzo ed è il primo per ANTI Records. È l’album di un’altra parziale svolta, per lo meno per quanto riguarda le tematiche. Musicalmente, siamo nel territorio di un indie pop che strizza l’occhio alle classifiche (fra Phoebe Bridgers e Taylor Swift), popolato da ritornelli scioltissimi, melodie agrodolci e un’attitudine stravagante. La quantità di dettagli (anche spesso non necessari) favorisce un avventurismo stilistico che rende le canzoni brillantemente imprevedibili.
Call Home è il primo brano che introduce l’alter-ego FiBo, che aiuta l’artista a superare l’isolamento pandemico e a processare le sue emozioni.
That song felt to me like writing my own little sci-fi tale — an apocalyptic romance of these unknown characters. It was a dialogue between me — or FiBo — and another figure who represents an escape from purgatory.
Nel pezzo si sente un originale piglio Beach House, mentre si dà il giusto peso all’emozioni, stando bene alla larga dal compatimento e dall’iper-emotività di certo main stream. Eppure, nell’album non si fa fatica a trovare la giusta tensione di persone nella loro routine giornaliera (la psichedelica People Are Doing), la fragilità della salute mentale (la strascicata Fructify) e l’ineluttabilità della vita di ognuno (il rock malinconico di Consequences). La personale ricerca della tranquillità emotiva di Fish Bowl viene affiancata talvolta dal synth pop darkettone di Long Long Long), altre volte dal connubio coraggioso di dream pop e grunge melodioso di Saw You Staring, altre ancora dal synth pop 80s in area Peter Schilling nella titletrack.
Le ambizioni di Davis sono tante. Verso la fine, Reckoning regala persino un momento di opera da camera. Insomma, Fish Bowl è un disco carico e caricato di potenziale, in cui si toccano punti di brillantezza e di intelligenza musicale che rendono il lavoro generalmente gradevole.
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