Album
The Greater Wings
-
Marco M. Boscolo
- 4 Luglio 2023
Non ha avuto fretta la cantautrice di Buffalo (New York) per ritornare con il terzo disco dopo Not Even Happiness del 2017: quasi sei anni che in questi tempi sono ere geologiche. Ma Julie Byrne non sembrava e non sembra oggi avere fretta: il suo è un songwriting senza tempo e che ha bisogno di spazio e tempi dilatati per farsi strada nella voce dell’artista e nell’orecchio dell’ascoltatore.
I riferimenti sono sempre gli stessi di allora, da una parte il mito inarrivabile di Joni Mitchell e dall’altra l’oscura pacatezza di Agnes Obel. A cambiare è il bagaglio strumentale che qui si allarga, oltre all’amata chitarra rigorosamente in fignerpisking e al pianoforte, anche a timidi flirt con l’elettronica (Summer Glass, Conversation Is A Flowstate), dove però si sconfina in territori tra Enya e Joanna Newsom un po’ incerti.
Funzionano bene invece le cose che sa fare meglio: costruire canzoni profonde sul lutto (titletrack), giocare con gli universale della vita e della morte (Death Is A Diamond), tratteggiare intimità casalinghe (Portrait of a Clear Day).
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Discografia
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- 1 The Greater Wings
- 2 Portrait Of A Clear Day
- 3 Moonless
- 4 Summer Glass
- 5 Summer's End
- 6 Lighting Comes Up From The Ground
- 7 Flare
- 8 Conversation Is A Flowstate
- 9 Hope's Return
- 10 Death Is A Diamond
