Album

The Greater Wings

7 Luglio 2023 folk

Non ha avuto fretta la cantautrice di Buffalo (New York) per ritornare con il terzo disco dopo Not Even Happiness del 2017: quasi sei anni che in questi tempi sono ere geologiche. Ma Julie Byrne non sembrava e non sembra oggi avere fretta: il suo è un songwriting senza tempo e che ha bisogno di spazio e tempi dilatati per farsi strada nella voce dell’artista e nell’orecchio dell’ascoltatore.

I riferimenti sono sempre gli stessi di allora, da una parte il mito inarrivabile di Joni Mitchell e dall’altra l’oscura pacatezza di Agnes Obel. A cambiare è il bagaglio strumentale che qui si allarga, oltre all’amata chitarra rigorosamente in fignerpisking e al pianoforte, anche a timidi flirt con l’elettronica (Summer Glass, Conversation Is A Flowstate), dove però si sconfina in territori tra Enya e Joanna Newsom un po’ incerti.

Funzionano bene invece le cose che sa fare meglio: costruire canzoni profonde sul lutto (titletrack), giocare con gli universale della vita e della morte (Death Is A Diamond), tratteggiare intimità casalinghe (Portrait of a Clear Day).

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Discografia
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  • 1 The Greater Wings
  • 2 Portrait Of A Clear Day
  • 3 Moonless
  • 4 Summer Glass
  • 5 Summer's End
  • 6 Lighting Comes Up From The Ground
  • 7 Flare
  • 8 Conversation Is A Flowstate
  • 9 Hope's Return
  • 10 Death Is A Diamond
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