Album
Nevermind The Tempo
-
Stefano Pifferi
- 16 Maggio 2024
Il laboratorio sonoro degli I Hate My Village continua in Nevermind The Tempo, citazione ai due Nevermind più famosi della storia del rock e dichiarazione d’intenti. Più dispari che pari, i tempi della seconda prova della band formata da Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Alberto Ferrari (Verdena) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle) sono rivolti, proprio come quelli dell’omonimo esordio, ad orecchie avventurose.
Del resto parliamo di un progetto che si nutre dei componenti che ne fanno parte («Ci ispiriamo a vicenda e ci sorprendiamo per quello che succede, quando accade qualcosa di brillante») che rigetta i cliché della world music cercando una via personale nel far proprie le musiche del mondo.
Un eclettico mix dalle precise geometrie chitarristiche (math e prog altezza Battles), ritmi e fascinazioni africane tuareg rock/desert blues, psichedelia e naturalmente rock in cui trovano posto una molteplicità di sguardi. Poliritmie e groove alieni (Artiminime) ma anche sgrammaticature highlife (Water Tanks), un corpo sonico vivido in cui non viene mai meno lo spirito libero e divertito con il quale è stato prodotto. È percepibile negli affondi, negli strappi e nelle distorsioni tanto care ai componenti della band, ma anche nella costruzione stessa dei brani che da canovacci e linee guida prestabiliti prendono direzioni inaspettate. A tratti sembrano dei C’Mon Tigre ipersteroidei e posseduti da qualche rituale tribale, in altri degli Animal Collective in versione avant rock. Del resto sono musiche ibride in cui potenzialmente può entrarci di tutto, in un gioco di vuoti e pieni a volte vertiginoso (in Italiapaura c’è pure dell’r’n’b).
Rispetto al pur ottimo esordio c’è più compattezza e coesione nella pur variabile forma che la sintassi musicale dei quattro assume di volta in volta, a dimostrazione di una riconosciuta capacità compositiva – dopotutto le esperienze nelle band di provenienza e i palchi condivisi con musicisti come Bombino e Rokia Traorè sono più di un indizio – ma soprattutto di un amalgama che la band ha acquisito proprio per questo disco stabilizzandosi come quartetto.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Artiminime
- 2 Water Tanks
- 3 Italiapaura
- 4 Eno Degrado
- 5 Mauritania Twist
- 6 Erbaccia
- 7 Jim
- 8 Dun Dun
- 9 Come Una Poliziotta
- 10 Broken Mic
