Album
Caviar
-
Riccardo Zagaglia
- 18 Aprile 2025
A sei anni dall’EP Straight to CD e a due dalla dichiarazione d’intenti dell’esordio lungo All Gas No Brakes, gli Heavy Lungs di Danny Nedelko pubblicano il secondo album, Caviar. Un lavoro che, come suggeriscono il titolo e l’artwork, gioca tutto sul contrasto e sull’ipocrisia contemporanea del lusso apparente, dell’opulenza e del materialismo.
Prodotto con un taglio più nervoso che chirurgico, l’album si muove tra post-punk abrasivo, sarcasmo declamato e una certa estetica sprezzante à la IDLES, band che ha mitizzato con l’omonimo brano la figura di Danny Nedelko stesso e con cui con cui condividono città (Bristol) e un certo ethos di fondo. Il suono è spigoloso, insistente, caotico e martellante mentre l’attitudine dietro al microfono è spesso sopra le righe, sfruttando una teatralità che si muove tra (auto)ironia e critica sociale.
Un disordine (post)punk che contempla sfumature garage punk, hardcore (Life’s a Buffet), noise-hc (Self Portrait) e indie rock (Mr. Famous) senza però mai eccellere per intuizioni stilistiche o compositive in grado – per ora – di portare gli Heavy Lungs ai vertici di una scena che ha già definito il proprio gotha e che con il tempo sembra aver messo in secondo piano le varianti più vicine al punk madido (vedi gli Shame).
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