Album
A Hot Mess
-
Elena Raugei
- 26 Gennaio 2026
Un gran casino, il nuovo album degli Hate Moss. Lo dice il titolo, lo diciamo anche noi nel senso positivo del termine. Ovverosia: un bel pastiche di suoni, generi stilistici, idiomi (portoghese, inglese, spagnolo, italiano) e colori (vedasi l’artwork di copertina della pittrice Vhro, rielaborazione umana su tela di una saturazione digitale di riferimenti religiosi e intelligenza artificiale: l’orrore, l’orrore!), che restituisce d’altronde il mood di questi tempi tanto spaesanti quanto di fusione. Preceduto dall’EP Mercimek Days, A Hot Mess è la terza prova in lungo del duo italo-brasiliano, la loro migliore, nonché la prima a uscire per Trovarobato, prodotta ancora una volta assieme a Pour Atom Oil (già collaboratore di Maria Chiara Argirò) e nata durante un tour di show infuocati tra Sud America, Europa, Regno Unito e parte del Medio Oriente.
Ian Carvalho e Tina Galassi centrifugano piglio DIY, ritmiche organiche e digitali, asperità post-punk, energiche staffilate electroclash ai limiti dell’industrial (la title track in deflagrante apertura) e parentesi techno sci-fi (Charon). Bianca alza la posta in gioco testuale-autoriale soffermandosi sul tema delle morti sul lavoro, già di per sé precario, rappresentativa di un approccio che non teme la denuncia sociale pur riponendo speranza nel cambiamento, come ribadisce l’anticapitalismo nervoso e robotico-caliente di Mentiras, mentre musicalmente la antenne si drizzano con le striature jazzy noise della filastrocca Paradox, con il sax di Tyto (Beppe Scardino), oppure con la ballabilità world di Amor Sincreto, con il brasiliano Vitor Brauer (Lupe de Lupe), e la chiusura relativamente più atmosferica, un piede nel trip hop e l’altro sulle orme dei Gorillaz, dell’emblematica Just Another Dream.
Tracklist
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Discografia
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- 1 A Hot Mess
- 2 Bianca
- 3 Mentiras
- 4 Paradox
- 5 Amor Sincreto
- 6 Charon
- 7 Sette
- 8 Just Another Dream
