Album

Something Worth Waiting For

24 Aprile 2026 pop rock indie

Poco più di due anni fa Where We’ve Been, Where We Go From Here si faceva largo, arrivando praticamente dal nulla, tra le preferenze di quella stagione indie. Gli americani Friko (ora quartetto Korgan Robb alla chitarra e David Fuller al basso) confermano quanto di buono già fatto vedere con un secondo album – intitolato Something Worth Waiting For – che, seppur con le radici piantate praticamente sulle stesse coordinate dell’esordio – ci restituisce una band in grande spolvero e consapevole di poter guardare in grande.

Brani tendenzialmente più vicini al formato pop song se vogliamo, ma fluttuanti in quel limbo in cui le concessioni in direzione pop-rock non danno ancora fastidio, anzi completano e rendono ancora più piacevole l’ascolto di un album comunque compatto e mai tedioso (neanche quando la voce di Niko Kapetan si avvicina all’over-singing). Come per l’esordio è Bright Eyes il primo nome che viene in mente ma sono tante le sfumature (in particolare dall’indie americano tardo 90s-inizio 00s, ma anche qualcosa di glam e rock 70s) che si affacciano senza mai risultare invadenti, sfociando spesso in veri e propri anthem (il primo singolo Seven Degrees è perfetto in questo senso) o in crescendo catartici che inglobano vaghe influenze noise-pop. Un album di canzoni che già al primo ascolto non lasciano indifferenti e che – cosa piuttosto rara oggi – invogliando al riascolto.

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