Album
Carving the Stone
-
Riccardo Zagaglia
- 21 Agosto 2025
Nel nuovo album Carving the Stone la formula non subisce scossoni e si riassesta su coordinate stilistiche non troppo distanti da quelle proposte nell’esordio: spoken word intenso fatto di crescendo emozionali e di brutale onestà, modellato su basi elettroniche influenzate in primis dalla progressive house meno bouncy e più celebrale, ma anche da pattern breakbeat, spigoli post-punk e da archi ad alto tasso cinematico.
Meno dolore legato al lutto e più dolore (interrotto da qualche spiraglio di speranza) legato alle ingiustizie sociali e al tracollo della società in cui vive (e tendenzialmente viviamo): l’approccio dietro al microfono si fa di conseguenza più disilluso ma anche più furioso e diretto (“modern nationalist cunts. They manipulate young workers and then neglect them when done. The modern state will strip a man down until he’s naked and scared. And these cunting blackshirts will give him a face to lace with his fears. Cunts, cunts, cunts, cunts, cunts, cunts, cunts. Cunts, cunts, cunts, cunts, cunts” in Mirror).
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