Album
Mosaic
-
Edoardo Bridda
- 15 Ottobre 2024
Fennesz torna a esplorare temi come il tempo, lo spazio e la memoria. A cinque anni da Agorà, album in cui il chitarrista viennese riprendeva le tecniche compositive dei suoi primi lavori negli anni ’90 – chitarra, laptop e cuffie – esce Mosaic, lavoro che ne condivide non solo la routine lavorativa, ma anche l’approccio metodico e riflessivo.
Per gli ultimi due lavori Fennesz ha scelto un orario impiegatizio, lavorando senza interruzioni dalle 9 alle 5, un approccio diverso rispetto a quello adottato per la maggior parte della sua discografia, dove periodi di intensa attività erano seguiti da fasi di pausa e completamento più o meno brevi.
La tecnica del mosaico si presta perfettamente a descrivere l’opera di uno degli autori chiave nel connubio tra glitch music, elettronica e acustica, melodia e rumore, a cavallo tra gli anni ’90 e 2000. «Ogni mio album parte dal singolo suono e si espande fino a coinvolgere il nome e la copertina: tutto è collegato e animato da un’atmosfera comune», ci raccontava vent’anni fa. Ogni pennata di chitarra, ogni effetto, fa dunque parte di un disegno più ampio e immaginifico, svelato lentamente all’ascoltatore; un lento carrello, che dal particolare apre il fuoco sull’universale.
Il disco è stato anticipato dall’elettroacustica dream pop di Heliconia, ma non da Sognato di domani. Mosaic rimanda infatti alle stratificazioni sonore e alla complessità di Venice (ed anche Disintegration Loops di William Basinski o al massimalismo di Tim Hecker) che ai suoi primi lavori a cui il brano pubblicato lo scorso maggio sembra invece riferirsi.
Proprio come ai tempi di Endless Summer, Fennesz trasfigura generi e stili tradizionali per crearne calchi o filigrane: in Personare emergono tracce di pop music dell’Africa occidentale anni ’80, mentre Goniorizon è partita da sei riff di chitarra hard rock, successivamente sovrapposti. Il risultato è una colonna sonora astratta e cerebrale, una maestosa e celeste fragilità – come la definivamo ai tempi di Agora – ma mai asettica o impersonale. Fennesz è un regista di colossal in cui l’ancestrale incontra una tecnologia che è ormai anch’essa secolarizzata.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Heliconia
- 2 Love and the Framed Insects
- 3 Personare
- 4 A Man Outside
- 5 Patterning Heart
- 6 Goniorizon
