Album
Revanchist
-
Edoardo Bridda
- 7 Settembre 2023
Che Joshua Leary, in arte Evian Christ, arrivi al debut album Revanchist nel 2023 è un fatto che ha innanzitutto del promozionale. Il suo nome è legato alla fucina di beatmaker creativi che hanno collaborato al generazionale Yeezus di Kanye West, che quest’anno ha giusto festeggiato 10 anni, e di par suo l’allora ventiquattrenne aveva già pubblicato un promettente album, Kings and Them, sull’ora defunta Tri Angle.
Tri Angle stava allora alle novità più interessanti del sottobosco elettronico come Pan sta a quelle dell’ultimo lustro abbondante, e se allora si parlava di astrazioni Witch House / Hautologiche magari intinte nelle scansioni nero pece di un trap ancora lontana dall’accezione mainstream, oggi ci troviamo all’interno della coda lunga dell’HD, ovvero nell’insieme delle musiche cyber distopiche ispirate dalla cosiddetta object oriented ontology (ovvero quella scuola di pensiero che rifiuta il privilegio dell’esistenza umana rispetto a quella di oggetti non umani) e/o da quella che ha finito per diventare un’estetica a sé fatta di bassoni tellurici e insistiti, ambient trance puntillistica o ambientale e ricordi rave.
Del passato di Leary sulle piattaforma di streaming non si trova nulla e questo a voler rimarcare un nuovo inizio, pur che Evian Christ, per ragioni di brand e booking, rimanga l’alias di riferimento. Ciò che di suo ascoltiamo oggi equivale senza troppe distinzioni a quel che s’è agitato nelle produzioni di settore, vedi anche il recente Mun Sing. Ne è testimonianza On Embers che fa da opener e primo assaggio o di Ultra, un singolo del 2020 che non è rientrato nella scaletta di un disco che esplorerà, a quanto dice la press, tanto gli assalti analog-sonori degli Emptyset quanto il sound design dell’Xpander E.P. di Sasha spingendosi persino sulla produzione di William Orbit per Ray Of Light di Madonna (!) sulla cover di Across The Universe da parte dei Laibach.
Di sicuro, il filo rosso a unire la sua carriera finora è l’amore per la trance e il sopracitato Sasha, da lì il – provocatorio – titolo del disco. Non a caso è stato tra i fondatori della clubnight TranceParty e la stessa copertina del disco disegnata da David Rudnick è ispirata alle grafiche del periodo d’oro del genere.
Tracklist
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Discografia
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- 1 On Embers
- 2 Yxguden (feat. Bladee)
- 3 The Beach
- 4 Nobody Else
- 5 Silence
- 6 Xkyrgios
- 7 With Me (feat. Merely)
- 8 Run Boys Run
