Album
Hard Light
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Mauro Bonomo
- 3 Agosto 2023
Dopo uno iato durato trent’anni i Drop Nineteens, band di culto dello shoegaze d’oltreoceano, tornano con un nuovo album (sarà il loro terzo) intitolato Hard Light.
Il disco, che ha preso forma almeno in una fase embrionale dalle mani di Greg Ackell e Steve Zimmerman (lo racconta lo stesso Ackell in un tweet del gennaio 2022) presenta la formazione originale dell’acclamato album di debutto della band, Delaware, pubblicato nel 1992 con Greg Ackell, Steve Zimmerman, Paula Kelley, Motohiro Yasue e Peter Koeplin.
Scrivo un messaggio a Steve Zimmerman, per chiedergli come pensa che potrebbe suonare un moderno singolo dei Drop Nineteens. Ne discutiamo. Ma io non ho più chitarre. Difficile da credere, ma vero, nonché la scappatoia perfetta, che Steve sventa spedendo per posta una Jazzmaster al mio appartamento di Brooklyn.
Mi arriva a casa la mattina in cui la mia ragazza prende un volo per Miami. Quando torna, domenica, ho già scritto la maggior parte di quello che sarà il prossimo album dei Drop Nineteens, interamente in drop C sharp. Steve, a quanto pare, aveva il suo materiale terribilmente buono in abbondanza e pronto per qualche motivo, da un po’ di tempo.
Greg Ackell
Il disco è annunciato da un primo singolo apripista, Scapa Flow (ascolto in calce) che trasporta immediatamente in un wormhole temporale fatto di riverberi, chitarre dilatate e wall of sounds che faranno la gioia dei gazers di tutto il mondo. La band, come detto dopo un paio di dischi diventati – soprattutto il primo, Delaware – di culto, si era dissolta per non meglio specificate divergenze artistiche. Ackell e Pete Koeplin avevano realizzato in maniera indipendente, nel 1998, un disco sotto il nome di Fidel.
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