Album
Dan's Boogie
-
Fernando Giacinti
- 29 Marzo 2025
“This is the most Destroyer-y record I think we’ve ever done” confessa Dan Bejar in una recente intervista a Vulture, quasi sorpreso del suo stesso ultimo disco, Dan’s Boogie. Un titolo che funge da placeholder per un pezzo inizialmente inserito in tracklist, poi tolto, in cui Bejar, in modo estremamente conscious, come sempre, recitava versi su versi nello stile del Dylan anni ’80.
(s)quadra vincente non si cambia, e quindi il quattordicesimo album di Destroyer torna all’idea platonica di sé stesso: dopo alcune incursioni nelle lande gelide dei synth ’80s à la New Order o Human League in episodi come ken o Have We Met, ecco un passo indietro verso il Bejar più solare. Quello della felice commistione fra yacht-rock, atmosfere jazzy & crooning sornione che caratterizzava un capolavoro come Kaputt.
Un ritorno però in minore, se si escludono i primi due pezzi del disco, The Same Thing as Nothing at All e Hydroplaning Off the Edge of the World (torna il Dylan dei titoli lunghi e cripticamente catchy), in cui un ricchissimo suono orchestrale viene appiattito dal missaggio fino a scomparire nei recessi di una mente che sogna. Il resto del lavoro si barcamena su coordinate cantauto-glam fra jazz-blues cinematografico (Sun Meet Snow), ballad reediane (The Ignoramus of Love), la classica cavalcata hopperiana verso il crepuscolo vaporoso degli anni ’80 (Cataract Time) e la riproposizione ipnagogica (o da filtro Instagram) di un’Europa misteriosa, decadente ma sensuosa e col “ritmo nel sangue” (Bologna con la suadente Fiver). Insomma un Bejar nella sua comfort zone, pezzi al solito gradevoli, sospesi fra sensualità, memoria nebbiosa e verbosità.
Tracklist
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Discografia
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- 1 The Same Thing as Nothing at All
- 2 Hydroplaning Off the Edge of the World
- 3 The Ignoramus of Love
- 4 Dan's Boogie
- 5 Bologna (feat. Fiver)
- 6 I Materialize
- 7 Sun Meet Snow
- 8 Cataract Time
- 9 Travel Light
