Album
Weak Or No Signal
-
Edoardo Bridda
- 9 Gennaio 2021
A un anno scarso da Inhibited (2020) e a tre dall’esordio sulla lunga distanza A Love I Can’t Explain, dBridge continua a regalarci buone se non ottime produzioni nell’intorno della d’n’b. Diciamo intorno, perché tanto nel citato Inhibited quanto in questo Weak or No Signal non stiamo parlando della classica battuta spezzata che abbiamo imparato a conoscere dagli anni Novanta in poi.
dBridge viene certamente da quegli anni ruggenti – e progetti come Future Forces e Bad Company sono lì a dimostrarlo – eppure il suo taglio in sottrazione sui beat, il suo ruvido approccio al sample e il modo intuitivo con il quale tutto s’incastra nella sua musica, ne fanno un forward thinker da tenere sempre sotto osservazione. Morbidamente avvolgenti erano gli inserti ambientali del precedente lavoro che finivano per caratterizzarlo e ancor più stimolanti sono questi nuovi ibridi sonori che oscillano tra 2 step, spigolature electro e una classica balistica d’n’b, asciugata quanto basta affinché s’affranchi dai cliché.
Tear In Vain parte sicura in apertura di una scaletta che viaggia via compatta per più di un ora di durata. I pezzi sono lavorati in presa diretta, con il producer ad aggiungere e togliere layer con intuito, freschezza e naturale propensione anthemica. Dark Plains è, in questo senso, quintessenziale: un killer riff al basso e un classico rimbalzo di frusta d’n’b fanno da cornice a un hauntologico soul sample e futuristici smalti synth. n0rm è interessante per via del tocco sci-fi con lenti HD (e quel titolo un po’ Autechre sta lì a dirci qual è il perimetro esplorato) e HMT13 ne batte il lato più propriamente dancefloor, aprendo la strada al pezzo più quadrato in questo senso: How I Love You, l’ode ad un futurismo dalle radici black (e memore di DJ Stingray) che da sempre agita la vena del Nostro.
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