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Realismo Magico in Adriatico

31 Marzo 2023 pop cantautori

In letteratura e in pittura, il realismo magico è quel movimento che incorpora elementi magici e fantastici in un contesto altrimenti realistico. Si crea così, per dirla con le parole di Šklovskij, un effetto straniante in cui il fruitore dell’arte esce  “dall’automatismo della percezione”.

L’opera internazionale più nota, in questo senso, è certamente Cent’anni di solitudine di Gabriel García Marquez. Ma in Italia, la definizione di questo genere letterario fa certamente rima con Dino Buzzati, lo scrittore bellunese al quale Giovanni Imparato deve il nome del suo progetto Colombre. Il suo – di realismo magico – è ambientato sul Mar Adriatico e prende la forma di un disco (il terzo) in uscita per Bomba il prossimo 31 marzo.

Anche Realismo magico in Adriatico si pone come un’opera “in bilico tra la realtà e l’immaginazione, tra la vita e il sogno”. Si tratta di un album di canzoni all’apparenza semplici, ma che – come il realismo magico sa fare bene – nascondono sfumature e significati diversi. La base è una solida scrittura cantautorale che Colombre aveva già fatto emergere sia nell’esordio Pulviscolo (2017) che nel sophomore Corallo (2020). Qui la sua vena già ispirata è coadiuvata dalle collaborazioni con Maria Antonietta e Franco 126 (nei singoli proposti finora, Niente è come sembraDurerebbe un’ora e Io e te certamente).

L’Adriatico è un luogo geografico reale, di provenienza e di appartenenza, quasi il simbolo della realtà più di provincia e defilata. Un luogo simbolico che spesso nasconde sotto la superficie di una calma apparente energie, emozioni e segreti capaci di destabilizzare e di esplodere quando meno te lo aspetti
Colombre

Il mare è visto come luogo dove la poesia nasce, ma anche come elemento misterioso dove le apparenze ingannano e nel quale le acque nascondono flutti agitati, inquieti, stranianti. Non a caso, ci dice Colombre, ne La bisbetica domata, Shakespeare descrive l’Adriatico come “un mare piccolo, innocuo, dalle acque bassissime, ma che nasconde un carattere inquieto in equilibrio sempre precario, dove le tempeste nascono all’improvviso”.

Queste inquietudini si trasformano in dieci canzoni di pop intelligente, nel quale il languido approccio dei Dream Syndicate (Midollo) incontra il synth pop dei Talk Talk (Durerebbe un’ora), le ballatone sanremesi di tradizione Sixties (Qualche specie d’amore) convivono con il pop chitarristico alla Belle And Sebastian (Maledizione); il gusto malinconico e retrò di un Alex Turner (Allucinazioni) si sposa bene con i jingle sbilenchi di Bugo (Naturale).

In Realismo magico in Adriatico l’ex leader dei Chewingum prova a risultare al tempo stesso spontaneo e compatto dal punto di vista sonoro. Lo fa per mezzo di una sensibilità originale e una cura parsimoniosa degli arrangiamenti.

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