Album

Saracena

3 Maggio 2024 elettronica world_etnica blues folk

Cinque anni sono passati dal precedente album Cummeddia, mai Cesare Basile aveva aperto una parentesi tanto lunga tra due lavori in trent’anni di attività da solista (l’esordio avvenne infatti con La Pelle, anno 1994). Ma nel frattempo il cantautore siciliano non è stato certo inoperoso: ha suonato, sperimentato, avviato progetti che ahinoi non hanno visto la luce, infine è stato colto da un’urgenza di esprimere che ha prodotto il nuovo Saracena

Ispirato tanto a poeti del passato come l’arabo Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (nato probabilmente a Siracusa nel 1056) e contemporanei come il palestinese Mahmoud Darwish (deceduto nel 2008), è un album che parla di esilio, di separazione, il perno tematico incentrato sulla Nakba (l’esodo forzato di 700.000 arabi palestinesi durante la prima guerra arabo-israeliana del 1948) a tracciare vene di dolore che sfociano inevitabilmente nella tragica situazione del conflitto mediorientale in corso.

Mai tanto autarchico, Basile – che ha prodotto e mixato il disco al Canea Nera home studio di Misterbianco – ha architettato un suono assieme desertico e futuristico, cinematico e tribale, incastrando strumenti tradizionali – a corda e percussivi, talora rivisitati o, meglio, “auto-costruiti” – ed elettroniche, con l’aiuto di pochi collaboratori mirati (la voce di Francesca Pizzo Scuto, Tazio Iacobacci al synth modulare e Puccio Castrogiovanni al mizwad, alla piva e alle percussioni). Otto i pezzi, di cui due strumentali, gli altri cantati in dialetto siciliano come già accadeva nei lavori più recenti, a tracciare assieme alle sonorità un perimetro espressivo misterioso e suggestivo.

Avevo bisogno di una tessitura musicale molto ampia e contraddittoria, mi servivano suoni, rumori, scale poco controllabili, i meandri dei quarti di tono in cui vanno a nascondersi i dettagli più segreti della narrazione, un luogo in cui le forme arcaiche si incontrassero con la contemporaneità dell’elettronica che, come dicevano i Kraftwerk, è il folk della modernità
Cesare Basile

L’album esce il 3 maggio 2024 ed è anticipato dal singolo C’è na casa rutta a Notu, ballata cruda e riarsa che rievoca la cacciata degli arabi di Sicilia in seguito alla conquista normanna dell’undicesimo secolo. Ogni riferimento al presente è, ovviamente, voluto.

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Discografia
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  • 1 C'è na casa rutta a Notu
  • 2 Kafr Qasim
  • 3 Ciuri i cutugnu
  • 4 Prisenti assenti
  • 5 Bacilicò
  • 6 Caliti ciatu
  • 7 U iornu do Signuri
  • 8 Cappeddu a mari
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