Album
Loose Talk
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Edoardo Bridda
- 9 Aprile 2025
Nel 2024 Bryan Ferry aveva rotto un silenzio discografico lungo oltre un decennio con Star, brano firmato insieme all’artista Amelia Barratt. Pubblicata inizialmente come singolo e poi inserita nella raccolta Bryan Ferry Retrospective: Selected Recordings 1973–2023, la canzone nasceva da un incontro fortuito: una sessione per un audiolibro registrata negli studi dello stesso Roxy Music, da cui è germogliato un sodalizio creativo tanto inaspettato quanto fertile.
Quel primo frammento, ipnotico e pulsante, in bilico tra l’eleganza rarefatta del crooner e la tensione ambientale di certo electro-wave post-industriale – dalle parti di Trent Reznor e Atticus Ross, per intenderci – rappresentava già l’inizio di un nuovo percorso condiviso che ha preso forma compiuta in Loose Talk, primo album a quattro mani dei due.
Orchestra, singolo apripista, ne introduceva le coordinate: più dilatate e cinematiche, tanto nella musica quanto nei testi, rispetto al brano d’esordio. La voce della Barratt, in modalità spoken word, si fa protagonista assoluta di brevi racconti, e Ferry – in modalità Brian Eno – le costruisce attorno un ambiente sonoro minimale e sfaccettato, cesellato con la pazienza di un artigiano del crepuscolo.
Il resto del lavoro segue coerentemente questa direzione: un disco attraversato da chiaroscuri wave e stratificazioni ambient, ora pianistico ora decisamente elettronico, con rarissimi episodi che si reggono su vere e proprie ritmiche. Ferry, che come dice sul sito ufficiale “scrive per la prima volta per testi di qualcun altro”, compone brani che qua e là riecheggiano la sua opera passata con il gruppo, ma con un’ispirazione e un suono grazie ai quali questi brani non hanno l’aria di roba vecchia riscaldata o di comfort zone furba ma ce lo mostrano in vena di novità, pur senza grosse rivoluzioni.
È un album che si ascolta come un audiolibro musicato, e che per essere apprezzato pienamente richiede – come minimo – le pagine di Genius sotto gli occhi , una buona padronanza dell’inglese, o entrambe le cose.
Monologhi, poesia urbana, ritratti in forma narrativa: questi dieci racconti brevi sono il cuore del progetto e valgono da soli l’intero ascolto. Parlano di identità frantumate, alienazione quotidiana, desideri repressi, fragilità, sogni ad occhi aperti e amori mai consumati. E lo fanno con rigore ma anche con una certa grazia.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Big Things
- 2 Stand near me
- 3 Florist
- 4 Cowboy Hat
- 5 Demolition
- 6 Orchestra
- 7 Holiday
- 8 Landscape
- 9 Pictures on a Wall
- 10 White Noise
- 11 Loose Talk
