Album

Cheap!

11 Gennaio 2022 cantautori rock folk

Dopo due anni (quasi esatti) esce a sorpresa il nuovo lavoro di Dario Brunori: il mini album (5 canzoni per sedici minuti di durata) si intitola Cheap! – acronimo di Cinque Hit Estemporanee Apparentemente Punk – e vuole proporsi come una sorta di appendice DIY del predecessore Cip! (a partire ovviamente dall’assonanza). Come dichiarato dal cantautore calabrese, i pezzi sono stati composti e realizzati in un mese, tra dicembre e gennaio, e messi subito a disposizione in modalità “cotto e mangiato”.

Alla bassa fedeltà dei suoni corrisponde un’impostazione più disinvolta e ruvida – a tratti anche scollacciata – della scrittura, il cui scopo è evidentemente quello di proporre un Brunori meno “confezionato”, anche per rispondere – sempre sul filo di un’ironia ruspante – a quella parte della critica che ne ha sottolineato l’addomesticamento e la derivatività: in questo senso Ode al cantautore è addirittura esplicita («Ode a Fabrizio De André / Di certo non uno come me / Che sono un surrogato»), ma qualche allusione filtra anche dalla cabarettistica Italiano – Latino, dove il Nostro si finge addirittura sudamericano per crocifiggere bonariamente («all’acqua de rosas») le movenze destrorse che dalla generazione delle balere riaffiorano mutatis mutandis in quella del reggaeton. 

Se Il giallo addosso ciondola tra elettricità desertiche e malumore urbano mettendo nel mirino i percorsi mentali del razzismo quotidiano ai tempi del Covid, Yoko Ono cita la mitologica sequenza del dibattito “curturale” in Berlinguer ti voglio bene per affrontare il tema della parità di genere (ma anche, lateralmente, del politically correct), il tutto senza mai staccare il piede dal pedale della leggerezza, come se sdrammatizzare fosse il gastroprotettore necessario prima di ogni cimento dialettico. Unica traccia più “seria” – e pienamente brunoriana – è la conclusiva Figli della borghesia, piano elettrico e canto strapazzato sulle tracce dei reduci della cultura 80s, nonché – ci perdonerà il buon Dario – sapiente dosaggio di particelle Dalla e De Gregori.  

Cheap! è insomma un’operazione curiosa, che suggerisce tra le altre cose una latente insoddisfazione di Brunori per il ruolo che gli è stato cucito addosso (non senza la sua attiva complicità, bisogna dire), quello cioè di cantautore acuto ma tutto sommato innocuo, disinnescato dal proprio stesso inguaribile understatement e costretto a pagare pegno a un evidente (ma comprensibile) amore per i mostri sacri della canzone d’autore nostrana.

Tracklist
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  • 1 Yoko Ono
  • 2 Ode al cantautore
  • 3 Il giallo addosso
  • 4 Italiano - Latino
  • 5 Figli della borghesia
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