Album

Gary

20 Settembre 2024 pop rock indie

Un cornetto di nostalgia con scaglie di pop e una croccante cialda anni ’80, chitarre all’amarena e caramello synth. Una formula eterogenea e contaminata, che pesca da trent’anni di mode musicali britanniche (funk, disco, synth pop, indie rock, brit pop) per restituire un mix di dolcezza e spensieratezza, tanto facile da amare quanto da dimenticare.

Sono i Blossoms da Stockport, band che Jason Williamson degli Sleaford Mods darebbe fuoco per le stesse ragioni (fanno “catalog music”) per cui il pubblico UK ha accolto la loro proposta a braccia aperte. Il loro esordio omonimo ha conquistato una nomination ai Mercury Prize, debuttando direttamente al primo posto della classifica album, dove è rimasto per due settimane. E lo stesso hanno fatto il terzo e quarto lavoro, Foolish Loving Spaces e Ribbon Around The Bomb pur riscontrando sempre meno successo, in termini numerici.

I Blossoms sono stati paragonati a band come The Killers, Arctic Monkeys (specialmente per le melodie di Alex Turner), 1975, e agli Smiths di cui hanno riproposto dal vivo il canzoniere con Rick Astley, ma quelle band operano a un altro livello.

Il quinto album Gary continua la collaborazione con James Skelly dei Coral, portando avanti la saga con la mirrorball abbassata, l’ombrellino sul cocktail e la consueta dose di brit pop inoffensivo e anonimo, gli stessi difetti che già notavamo nell’esordio. L’album è stato anticipato dai singoli What Can I Say After I’m Sorry?, Gary e Perfect Me.

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Discografia
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  • 1 Big Star
  • 2 What Can I Say After I'm Sorry?
  • 3 Gary
  • 4 I Like Your Look
  • 5 Nightclub
  • 6 Perfect Me
  • 7 Mothers
  • 8 Cinnamon
  • 9 Slow Down
  • 10 Why Do I Give You The Worst Of Me?
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