Album

Oocyte Oil & Stolen Androgens

30 Ottobre 2020 drone ambient

Nuovo lavoro per Black To Comm, al secolo Marc Richter, sound designer tedesco dalla carriera ormai ventennale. Oocyte Oil & Stolen Androgens è, nelle parole di Richter, una raccolta di soundtracks create per artisti visuali utilizzando principalmente sampling di registrazioni vocali. Ci si muove, come di consueto per Black To Comm, al confine frastagliato tra un’ambient music incapace di scivolare sullo sfondo e residui sonori campionati e assemblati per essere impossibili da afferrare. Il risultato è meno terrorizzante di Seven Horses for Seven Kingdoms, ma il lavoro di cesello del compositore trasporta in uno strano medioevo sintetico e scricchiolante, un passato futuristico, una specie di hauntology al contrario.

Non è la nostalgia di futuri mai esistiti, quanto un ricordo ricostruito, riassemblato, cybernetizzato. Il mondo sonoro di Black To Comm è un universo parallelo in cui tutto ciò che conosciamo esiste ancora, ma ha forme, funzioni, perfino desideri diversi. Gustav Metzger as Erwin Piscator, Gera, January 1915 che apre il disco con i suoi quasi 18 minuti, si sviluppa in almeno quattro parti diverse, stratificate su elementi che richiamano ora l’ambient, ora la techno, ora il post-rock (specialmente sulla coda); in zona strettamente ambient ci sono Stolen Androgens (sample vocali appoggiati su un tappeto di pianoforte e qualche coro pacchiano che richiama certe cose di Enya, ma fa parte del gioco di suggestioni indefinibili) e Gepackte Zeit (Fur Hanne Darboven)Ocyte Oil calca territori post-apocalittici e piovosi (i rimandi cinematografico/letterari sono infiniti, a voi sceglierli), e l’ultima Rataplan, Rataplan, Rataplan (Arms and Legs Flying in the Air) srotola la filastrocca iniziale in una sorta fourth world hasselliano che chiude il lavoro.

Su SA potete recuperare anche la recensione di Alphabet 1968

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