Album
Metalhorse
-
Riccardo Zagaglia
- 18 Maggio 2025
Dopo il deludente e transitorio Cacti (2023), non era scontato riuscire a riconquistare l’attenzione. Ma con Metalhorse, il terzo album pubblicato per Invada Records, Billy Nomates (alias di Tor Maries) compie un deciso passo in avanti. Undici brani più solidi, meglio prodotti e melodicamente più a fuoco rispetto al lavoro precedente: non un colpo di genio, ma senz’altro un’opera più ispirata e centrata.
L’urgenza spoken e il cinismo politico degli esordi — tratti distintivi del debutto — non scompaiono, ma si muovono ora all’interno di un contesto pop più stratificato, dove la new wave e il post-punk dialogano con sonorità americane, tra richiami Fleetwood Mac (Override) e aperture heartland rock (The Test). Il duetto con Hugh Cornwell degli Stranglers in Dark Horse Friend aggiunge spessore e coerenza all’anima più anglosassone del disco.
Non tutto funziona allo stesso modo: i brani più lenti e tendenti al glam o alla ballad risultano meno incisivi, quasi sospesi tra ironia e insicurezza. Ma il quadro generale è positivo: Metalhorse segna una ripartenza convincente, che rilegge la rabbia e la vulnerabilità di Billy Nomates con maggiore equilibrio e maturità.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Metalhorse
- 2 Nothin Worth Winnin
- 3 The Test
- 4 Override
- 5 Dark Horse Friend (Feat. Hugh Cornwell)
- 6 Life's Unfair
- 7 Plans
- 8 Gas
- 9 Comedic Timing
- 10 Strange Gift
- 11 Moon Explodes
