Album

Metalhorse

16 Maggio 2025 cantautori rock

Dopo il deludente e transitorio Cacti (2023), non era scontato riuscire a riconquistare l’attenzione. Ma con Metalhorse, il terzo album pubblicato per Invada Records, Billy Nomates (alias di Tor Maries) compie un deciso passo in avanti. Undici brani più solidi, meglio prodotti e melodicamente più a fuoco rispetto al lavoro precedente: non un colpo di genio, ma senz’altro un’opera più ispirata e centrata.

L’urgenza spoken e il cinismo politico degli esordi — tratti distintivi del debutto — non scompaiono, ma si muovono ora all’interno di un contesto pop più stratificato, dove la new wave e il post-punk dialogano con sonorità americane, tra richiami Fleetwood Mac (Override) e aperture heartland rock (The Test). Il duetto con Hugh Cornwell degli Stranglers in Dark Horse Friend aggiunge spessore e coerenza all’anima più anglosassone del disco.

Non tutto funziona allo stesso modo: i brani più lenti e tendenti al glam o alla ballad risultano meno incisivi, quasi sospesi tra ironia e insicurezza. Ma il quadro generale è positivo: Metalhorse segna una ripartenza convincente, che rilegge la rabbia e la vulnerabilità di Billy Nomates con maggiore equilibrio e maturità.

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Discografia
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  • 1 Metalhorse
  • 2 Nothin Worth Winnin
  • 3 The Test
  • 4 Override
  • 5 Dark Horse Friend (Feat. Hugh Cornwell)
  • 6 Life's Unfair
  • 7 Plans
  • 8 Gas
  • 9 Comedic Timing
  • 10 Strange Gift
  • 11 Moon Explodes
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