Album

Fragments

3 Aprile 2026 drone post-rock kraut elettronica experimental

Dai fantastici Beak>, dei quali è membro fondatore assieme a Geoff Barrow, all’esordio in solo, questo è il passo compiuto da Billy Fuller, che di fatto ha messo assieme una serie di frammenti sonori, come da titolo Fragments, sviluppati in perfetta solitudine nel proprio studio di registrazione nel corso di questi ultimi anni.

Spesso le composizioni sono partite dal basso (Won A Synth ne è un esempio), strumento d’elezione, incluso il caso in passato di collaborazioni con nomi come Robert Plant, Baxter Dury e Massive Attack (erano sue anche le quattro corde su Paradise Circus!), ma il musicista britannico è un alchimista-artigiano ad ampio spettro e ha qui suonato di tutto, dalla batteria alla chitarra (prog rock in Todo), dalle tastiere ai synth. Mentre la voce spunta in alcuni passaggi spoken word, tra cui la straniante Penny Bont e la cinematografica Full Fat.

Sono sedici, questi frammenti sonori, quando più quando meno elaborati (il groove di Something Else o i rumorismi di Whammy sono appena abbozzati), assemblati comunque sia con una fresca coesione d’insieme, e spaziano dall’elettronica krauta (Rummer) al post-rock poppy (Three Blind Mice), per quella che è quasi una colonna sonora a briglie sciolte del proprio processo creativo.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Rummer
  • 2 Three Blind Mice
  • 3 Penny Bont
  • 4 Budfrey Robbed Alexander
  • 5 I Can’t
  • 6 Tailgates & Ratchet Straps
  • 7 Todo
  • 8 Blackstar
  • 9 On The Eve
  • 10 Something Else
  • 11 Whammy
  • 12 Won A Synth
  • 13 Pirate Ship
  • 14 Bonanza
  • 15 Full Fat
  • 16 Last Train To Yatton
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