Album
Camaleonte
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Carmine Vitale
- 13 Febbraio 2026
Non capita spesso ma, a volte, le cose semplicemente accadono. C’è un pizzico di mistero e di fatalismo nel nuovo lavoro di Bianco, arrivato con la vis di una tempesta a spazzare via nubi cariche di pioggia che lo spingevano lontano dal suo percorso di cantautore. Figurano, in questo percorso di rinascita, i colleghi-amici Roberto Angelini e Andrea “Fish” Pesce oltre ad un Tascam a quattro piste, ‘strumento’ magico in grado di trasformare Torri in Sabina nella personalissima Nebraska di Bianco.
Farà sorridere il parallelismo, eppure Camaleonte nasce da quello stesso desiderio di ritrovarsi, riallacciare fili, scoprire un’essenzialità che sembrava svanita: vediamo il cantautore torinese alle prese con una scrittura lucida, che interroga ricordi (Camaleonte), riflette sul presente (Il tempo è un bastardo) cercando appigli nel futuro, scegliendo una formula che fa dell’indie-pop un frullato di emotività agrodolci e malinconiche (In treno).
Il racconto come froma di autoanalisi resta il filo conduttore dell’album anche quando, negli intermezzi musicali (Il serpente maculato dei cespugli), le parole si svuotano e il suono etereo si fa narrazione, abbiamo la sensazione di essere testimoni di una maturità che ora sembra a portata di mano.
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