Album
Backengrillen
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Elena Raugei
- 4 Febbraio 2026
Lo definiscono un free form death jazz anti-fascista e anti-razzista, quello del loro debutto omonimo, e loro sono un combo svedese da paura, formato da Mats Gustafsson (da Fire!/Fire! Orchestra tra gli altri progetti, ovviamente sassofoni e flauti, oltre a live electronics) e tre ex Refused, cioè Dennis Lyxzén (voce ed effetti), Magnus Flagge (basso) e David Sandström (batteria ed elettronica), tutti provenienti da Umeå.
Il nobile obiettivo è riversare questa potente e corrosiva massa di energia sonora – amalgama di retaggi punk, hardcore, noise e free jazz, lungo cinque estesi brani impro, tra i quali Repeater II il più groovoso e accessibile – contro la stupidità dilagante, riducendola possibilmente in macerie, quelle che vediamo in copertina.
Anche se dalla massiccia solidità e dagli intriganti risvolti sperimentali magari non si direbbe, Backengrillen è stato composto un giovedì durante la prima giornata collettiva di prove, eseguito dal vivo un venerdì e registrato un sabato: quello che ascoltiamo sono quindi musicisti ben esperti alle prese con musica cruda e istintiva, influenzata tanto da Lars Lystedt quanto dai Cramps, tanto da Little Richard, John Zorn e Lars Gullin quanto da Misfits, Stooges e Can. Già al lavoro su un secondo album, per adesso ci scartavetrano tra riff e rumorismi, urla da auspicabile fine del mondo (A Hate Inferior) e marce funeree (la title track).
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Discografia
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- 1 A Hate Inferior
- 2 Dör för långsamt
- 3 Repeater II
- 4 Backengrillen
- 5 Socialism or Barbarism
