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What Happened to the Heart?

7 Giugno 2024 pop art synthpop

Ridendo e scherzando sono passati quasi dieci anni da Running With the Wolves, EP d’esordio che posizionò fin da subito l’allora giovanissima AURORA in contesti pre-mainstream grazie ad un personale mix di art pop, pop scandinavo, folk nordico e aperture synthpop che trovò una inaspettata fortuna numerica cinque anni più tardi grazie al boom su TikTok del brano Runaway.

Nel mezzo Aurora Aksnes aveva pubblicato dua album, Infections of a Different Kind (Step I) e A Different Kind of Human (Step II), che pur mantenendo un buon standard qualitativo passarono più in sordina, esclusa la natia Norvegia (nonostante i riscontri positivi di alcuni singoli, tra cui The Seed). The Gods We Can Touch del 2022 mantenne vivo l’interesse sia tra gli addetti ai lavori (Exist for Love è tra i suoi migliori singoli) sia tra il medio-grande pubblico (l’hit minore Cure for Me con non eccelse tentazioni dance-pop).

Che AURORA non sia esattamente a proprio agio in una posizione che per forza di cose la vede dover rispettare i ritmi e alcune imposizioni dettate dal music business era già chiaro, ancora prima della viralità di Runaway, in En gang Aurora/Once Aurora, documentario presentato al Biografilm festival di Bologna nel 2019. Fatto sta che anche nel quinto album What Happened to the Heart? troviamo la norvegese un po’ schiacciata da compromessi pop che in alcune occasioni rendono le atmosfere da fiaba nordica meno magiche di quanto vorrebbero.

Influenzato da We Are the Earth, una lettera scritta da attivisti indigeni che si battono contro il riscaldamento globale e il climate change (il rapporto di AURORA con la natura è sempre stato un elemento fondante della propria cifra artistica tout court), What Happened to the Heart? ha una doppia anima, una più riflessiva ed evocativa con Kate Bush nel mirino (Echo of My Shadow, To Be Alright oEarthly Delights) e una votata all’uplifting pop non troppo distante da certe cose che si sentono all’Eurovision (My Body Is Not Mine, Do You Feel? o il synthpop di Some Type of Skin). Il risultato è ancora una volta assicurato, ma iniziano a farsi largo sentori di pilota automatico e una maggiore difficoltà nel trovare ritornelli killer.

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Discografia
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  • 1 Echo of My Shadow
  • 2 To Be Alright
  • 3 Your Blood
  • 4 The Conflict of the Mind
  • 5 Some Type of Skin
  • 6 The Essence
  • 7 Earthly Delights
  • 8 The Dark Dresses Lightly
  • 9 A Soul with No King
  • 10 Dreams
  • 11 My Name
  • 12 Do You Feel
  • 13 Starvation
  • 14 The Blade
  • 15 My Body Is Not Mine
  • 16 Invisible Wounds
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