Album

Tether

13 Giugno 2025 folk

C’è qualcosa di profondamente consapevole e paziente in Tether, esordio che arriva dopo un lungo percorso artistico e umano. Annahstasia non debutta: si presenta. Lo fa con un disco che ha il passo e l’ambizione di un’opera matura (qualcosa a cavallo tra Joni Mitchell, Sade e Tracy Chapman), plasmata da anni di lavoro silenzioso e incontri fortunati – tra i produttori, nomi che orbitano attorno a Frank Ocean, ANOHNI, Moses Sumney. E si sente: la cura dei dettagli, il peso specifico del suono, la tensione tra intimità e teatralità.

Ma Tether non è un manifesto. È piuttosto un diario sonoro, a tratti frammentato ma coerente nella sua visione. L’elemento che più colpisce è la voce: scura, vibrante, capace di reggere l’intero impianto anche nei momenti più scarni. L’apertura, quasi a cappella, sembra dirci che se la canzone non sta in piedi da sola, allora non funziona. E molte qui funzionano eccome. Villain e Slow sono tra i picchi: costruite con delicatezza, si affidano al respiro e allo spazio più che alla melodia piena.

La cantante di stanza a Los Angeles lavora in una zona liminale tra folk, soul, blues e rock astratto. Non tutto è a fuoco, e alcuni passaggi paiono più evocativi che incisivi. Ma c’è stile, e soprattutto c’è una voce autoriale che non cerca scorciatoie. Silk and Velvet incarna bene questa attitudine, con versi taglienti e una struttura irregolare che sfida la forma-canzone senza forzarla.

Tether è un disco che si prende il suo tempo, e chiede lo stesso all’ascoltatore. Forse non scuote, ma resta. E per un debutto, è già molto.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Be Kind
  • 2 Villian
  • 3 Unrest
  • 4 Take Care of Me
  • 5 Slow (ft. Obongjayar)
  • 6 Waiting
  • 7 Overflow
  • 8 All Is. Will Be. As It Was. (ft. aja monet)
  • 9 Silk And Velvet
  • 10 Satisfy Me
  • 11 Believer
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