Album

Reflections

23 Settembre 2022 acidjazz jazz
BBE

Reflections è il secondo album per l’arpista jazz di origine ucraina Alina Bzhezhinska. Prendendo ispirazione dalle pioniere del genere Alice Coltrane e Dorothy Ashby, la musicista è impegnata da anni con successo nella reinvenzione di uno strumento cosi inconsueto per la tradizione jazz, in particolare all’interno della vibrante nuova scena londinese. Accompagnata in questa occasione dal congeniale quartetto HipHarpCollective (che dal titolo di un album della stessa Ashby prende anche il programmatico moniker), formato dall’italiano Michele Montolli (basso elettrico), da Joel Prime (percussioni), Adam Teixeira (batteria) e Ying Xue (violino e viola), la musicista sie è anche avvallsa della collaborazione dei celebrati strumentisti britannici Tony Kofi, Jay Phelps e Julie Walkington.

La stessa musicista ha cosi descritto la propria proposta: “Reflections è molto vibrante e rispecchia direttamente la comunità multiculturale di Londra. Ci siamo divertiti molto a registrarlo. Ci ha davvero risollevato il morale nel bel mezzo della pandemia e spero che anche i nostri fan sentano questa energia. Ho cercato di uscire dagli stereotipi e dalle limitazioni: quello che sentite è la mia scelta di suoni e influenze, presa dai molti mixtape che ho fatto fin da quando ero adolescente. Ho messo insieme la musica che mi piace ascoltare quando sono felice o triste, quando ho voglia di ballare o meditare. I brani che suoniamo sono le mie riflessioni su ciò che amo di più: lo spirito libero, il coraggio, l’innovazione e tutte le cose belle che la vita ci offre. Spero che la nostra musica possa raggiungere i cuori delle persone ed evocare tutto lo spettro di colori ed emozioni che solo le arti possono fare”.

Alternati a riproposizioni molto personali di standard quali Alabama di John Coltrane, African Flower di Duke Ellington e Afro Blue di Mongo Santamaria, la Bzhezhinska firma una serie di ottimi strumentali attraverso i quali la sua vasta gamma di influenze ed esperienze musicali – dalla formazione classica alla passione per la musica etnica, il funk e l’hip hop – ha modo di brillare e dare vita ad una contaminazione riuscita ed appassionante. Una particolare menzione la merita l’originale Paris Sur Le Toit, presente in versione strumentale e con i contributi vocali – cantati e rappati – di Lady Sanity e Tom TheyThem.

 

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