Album

Flu Game

16 Aprile 2021 hiphop grime

A due anni dal fortunato debutto omonimo per Warner (terzo posto nella classifica UK, e disco oro) trainato dal singolo 2 step remembranza Ladbroke Grove (per chi se lo stesse domandando: sì è il suo indirizzo di residenza a West London), Ché Wolton Grant, in arte AJ Tracey, classe ’94, torna con Flu Game, album che già dal titolo promette assolutamente bene.

Flu Game è la leggendaria gara 5 delle Finals del 1997 che vedeva i Chicago Bulls contro gli Utah Jazz. La partita è stata ripercorsa recentemente con dovizia di dettagli e grande pathos dal documentario campione di streaming The Last Dance. Michael Jordan arriva sul campo con addosso una pesante intossicazione alimentare dovuta a una pizza mangiata la sera precedente riuscendo comunque a portare a casa una grande prestazione oltre che una vittoria al fulmicotone per la sua squadra.

Tanto mitologica è stata la partita quanto lo sono diventate le Air Jordan rosso nere che MJ indossò quel giorno, oggetto di varie rivisitazioni, ma non divaghiamo. Il grime MC, figlio di un rapper di Trinidad e di una dj drum’n’bass, nella cover indossa le Air Jordan 1 (e cita un altro scatto famoso) ma ci siamo capiti, il significato ultimo del Flu Game è che se la vita ti mette duramente alla prova, la partita la puoi giocare ugualmente, dando il massimo. Ascoltando questi 50 minuti di musica per 16 tracce, tutte mediamente buone, arricchite da un poker di azzeccati ospiti (Digga D, Mostack, Mabel, T-Pain e Kehlani) il risultato vien portato a casa senza problemi.

Anxious è un pezzo di sponda drill governato da un flow che ricorda lo Skepta sul lato USA del suo felpato flow. Niente paura, Grant ha abbastanza confidenza e cose da dire che il paragone si dimentica in fretta o quasi. Kukoč raddoppia sulle stesse coordinate ovattate – la citazione è del cestista jugoslavo parte del roster dei Chicago Bulls dell’era Jordan – con ritornello pop e generale mood da nostalgia latina (e Nav in autotune). Certo, chitarre e chitarrine latineggianti sono praticamente ovunque manco fossimo in un disco di Kali Uchis (vedi Coupé con Kehlani in vena di TLC), così come una grigia psichedelia (Cheerleaders) sintonizza climaticamente il disco su una Londra perennemente a primavera, tante nuvole ma anche belle giornate di sole (Summertime Shootout). E se è vero che lo sciroppo per la tosse è stato usato per ben altri motivi tra le fila trappuse (codeina is the reason) è chiaro che per “flu game” s’intenderà pure quello. Infine in Dinner Guest, MoStack, TheElements e lo stesso Grant campionano un classico dance dei ’90, i Nightcawlers di Push The Feeling On (the dub of doom).

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