Album

Inexorable Ascent

5 Dicembre 2025 avant drone ambient

Terza pubblicazione per Agnes Haus, questa volta su Nite Hive, la micro label di Penelope Trappes. È un lavoro notturno, anche perché nasce da svariate notti passate con un modulare ridotto al minimo e i film di Bergman e Tarkovsky che scorrono in loop. L’autore – dichiaratamene non binario –  vive una zona grigia che sfugge alle identità rigide e ai confini di appartenenza. Da questa sospensione prende forma un’idea di salita che non cerca la vetta, un avanzare lento e geologico, senza stacchi né liberazioni, una corrente che insiste e non cede, in un modo non troppo distante da quanto fanno Eleh o Duane Pitre.

Polyphyletic e Faust sembrano cambiare poco, ma dentro avviene un micro terremoto continuo, con armonie che si inclinano, timbri che si dividono e si ricompongono, uno stereo che pulsa come materia instabile. Permadrag e Torment rallentano ancora. Un drone pesante che avanza a millimetri, come una frana rimasta a mezz’aria. In Persona emerge un volto melodico più netto, una figura incerta che affiora dal rumore e rimette al centro il corpo esposto, vulnerabile, in cerca di un margine sicuro.

Rispetto ai lavori precedenti, più ruvidi, pubblicati su Opal Tapes, qui tutto è nitido e spazioso, quasi vetroso, pur restando inquieto. Agnes tratta il modulare come un piccolo ensemble, vicino a una scrittura orchestrale rallentata più che al lessico del classico synth cosmico. Inexorable Ascent rimane un lavoro ambient poco accomodante, che chiede presenza e restituisce un tempo dilatato, dove ogni accordo sospeso diventa un pensiero che non trova uscita e ogni variazione una forma silenziosa di resistenza.

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  • 1 Afterglow
  • 2 Polyphyletic
  • 3 Sacrifice
  • 4 Permadrag
  • 5 Persona
  • 6 Temporal
  • 7 Conversion
  • 8 Torment
  • 9 Faust
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