Libro
L’algebra delle lampade – Musica colta da culture incolte
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Fabrizio Zampighi
- 17 Marzo 2018
Nel 1967 i Beatles si recano presso il parco della Knole House, residenza in stile Tudor della seconda metà del XV secolo, per girare due video: “Strawberry Fields Forever” e “Penny Lane”. Situata nella contea del Kent, nell’Inghilterra sud-orientale, questa calendar house si compone di 365 stanze (come i giorni dell’anno), 52 corridoi (come le settimane dell’anno) e 7 cortili (come i giorni della settimana), struttura riproposta in quest’opera. Motivo per cui nella prima parte del libro sono racchiuse 52 schede dedicate perlopiù a dischi di musica colta contemporanea (ma non solo), mentre la seconda comprende una serie di 7 interviste – ampliate da 2 bonus tracks finali – ad artisti provenienti dal progressive, dal krautrock, dal post-punk, dalla new wave, dalla drone music, dal nu jazz e dall’hip hop.
Un incontro affascinante e trasversale nella testimonianza diretta di alcuni tra i più importanti compositori del nostro tempo che, come il premio Oscar Luis Bacalov, Ron Geesin (Pink Floyd) e Roger Eno, hanno segnato la settima arte, fino ad autentici innovatori quali Emil Schult (ex Kraftwerk), Eivind Aarset, Laraaji, Paolo Tofani (Area), Blaine L. Reininger (Tuxedomoon) e Crescent Moon (Kill the Vultures). Nella terza ed ultima parte è riportato, infine, un lunario di 365 dischi dedicato non solo a composizioni colte, ma anche ad album rock, jazz, fusion, all’elettronica, all’ambient e alle colonne sonore. Un prezioso almanacco musicale, impreziosito dall’artwork originale realizzato dall’artista Luca Domeneghetti, con un ascolto consigliato per ogni giorno dell’anno volto a sottolineare l’influenza esercitata dalle avanguardie colte sui linguaggi pop.