Submerse

Submerse, classe ’88, è il nome d’arte del producer – originario di una piccola cittadina a Nord del Regno Unito – Rob Orme, attivo dal 2009, con un passato d’ascolti garage, jungle e drum’n’bass e appassionato di batteria dall’età di 16 anni. Il suo terreno d’azione fin dall’esordio Crush EP, pubblicato su L2S Recordings, è un misto di ambient, hip hop anni ’90, linee di synth rhodes e sonorità 8bit, condito con campionamenti taglia e cuci di voci r’n’b.

Dopo alcune uscite minori, Orme esce nel 2012 su Apollo, sub label di R&S, con They Always Come Back EP, uscita che cavalca l’onda di produzioni nu r’n’b elettroniche di quell’anno (Cashmere Cat, Shlohmo, Ryan Hemsworth…) ma anche le sonorità del primo Lone. Sempre durante quei mesi firma per la tedesca Project Mooncircle, etichetta con la quale pubblica alcuni dei successivi 12”, ovvero, Tears, Melonkoly e Algorithms And Ghosts.

Slow Waves, l’esordio sulla lunga distanza licenziato il 16 giugno 2014, è il risultato dell’esperienza del producer fatta in Giappone, Paese dove si è trasferito per circa un anno subito dopo la pubblicazione del citato EP su Apollo. Il disco apre un discorso folktronico fatto di emotività e ricordo, grazie anche a un dettagliato e lussuoso set di suoni, e strumenti, campionati. Presentando il disco a Fact, il producer sottolinea la passione per la batteria e i ritmi in generale. “E’ sempre stata la cosa che amavo e amo di più. L’ho suonata quando ero un ragazzino e pure qualcosa dei miei lavori recenti è ispirato al groove della batteria. Ho sempre voluto tenere i beat come elemento principale nella mia musica, un modo per lasciare il resto allentato ma stratificato con tutta una serie di pad impolverati ed acquatici, suoni d’arpa, linee di rhodes ecc. ciò che sono ora è una naturale progressione di ciò che ero 10 anni fa, quando avevo 16 anni“.

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