LHF
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sentireascoltare
- 28 Novembre 2012
Misterioso collettivo accasato sulla Keysound di Dusk+Blackdown, gli LHF sono un apolide insieme di producer dislocato tra Londra, Mumbai, Los Angeles, Rio e New York fondato tra il 2007 e il 2008 che risponde ai nomi di Amen Ra, Double Helix, No Fixed Abode, Low Density Matter, Octaviour, Escobar Seasons, Solar Man e Lumin Project.
Cultori delle pirate radio britanniche, la loro specialità consiste nello scavare nei continuum elettronici del Regno Unito, in particolare jungle, 2 step, uk funky, per creare artefatti sonori che richiamano alla mente una gloriosa tradizione di clubbing e discostandosene quel tanto che basta per imbastire una personale legacy post-coloniale ricca di spezie caraibiche, africane, indiane e giamaicane.
Keepers Of The Light pubblicato nel 2012 da Keyound è l’esordio di peso del collettivo, un doppio album che costituisce un vero rebus sonico, un labirito le cui vie di fuga si rivelano essere altrettante rotatorie. «Una volta entrati nel mondo del collettivo ci si accorge che non c’è via d’uscita», è la frase che si è letta più spesso a proposito di questo fascinoso mix di ambienti esotici, scienza del campionamento (tonnellate d’exotica vintagista e filmografie tra Kill Bill e The Matrix) e ritmiche che ricordano tanto la jungle quanto la 2 step, certe pieghe techy del suono UK e molto altro ancora. Con Keepers Of The Light il collettivo sigla così il primo capitolo di una personale «cult music» per «ghost memories», ovvero una miscela sonica che richiama alla mente le strade della dance UK più oscura, ma nello stesso tempo tenta nuovi percorsi al riparo dal citazionismo e dalla retromania.
Tre anni più tardi, a luglio 2015, il collettivo, con Amen Ra protagonista quasi assoluto (solo due le tracce che vedono collaborazioni) torna con For The Thrown, un lavoro che cerca ancora nel passato per trovare nuove vie ad una UK Funky che ha ormai esaurito la sua carica propulsiva. Ne esce un album opposto rispetto all’esordio, arioso e post-coloniale, ricco di spunti e nuove traiettorie, che cerca nella semplicità il proprio senso di ricostruzione.
Giusto un mese prima il collettivo firma EP4: From The Edge, EP che vede protagonisti, lungo le quattro tracce, i leggendari Ragga Twins, e pertanto gioca di sponda tra jungle e bass sound guidato dalla inconfondibile firma sonora dei fratelli Destouche.
