Lap(top) dance una e trina: intervista a Sgamo

Tutto nasce da un finto piercing nasale a clip che troppe ragazze maldestramente ostentano, manco fossero delle sintetiche FKA Twigs, suscitando un odio radicale e viscerale negli animi gentili di Luca Albino (producer romano, in arte Capibara) e Alessandro Sgamo Nuzzo. Arriva un pezzo, Septum, che costituisce la prima collaborazione tra i due, e trova posto nel secondo album del co-fondatore di WFR (qui la storia completa). Poco dopo vede la luce anche il primo EP solista a nome Sgamo dove, però, non c’è traccia di strofe rappate.

Non di solo hip hop vive infatti il Nostro, che scivola fluidamente e senza problemi ora nei panni di MC, ora di producer, ora di DJ, uno e trino, inafferrabile e poliedrico. Lo abbiamo intervistato in una lunga chiacchierata proprio in occasione della pubblicazione del suo già citato primo EP (da producer, questa volta) They Stole My Laptop Twice, per indagare sulle origini e i progetti futuri della “triade sgamata”.

Da dove viene il nome Sgamo e come nasce questo progetto?

Non te lo dico, altrimenti mi arrestano [ride, ndSA]. Però ti posso dire che è la tag che ho scelto a 15 anni per affacciarmi nella scena hip hop della mia città. Sgamo non è un progetto. E’ il nome con cui firmo tutto ciò che faccio da dieci anni, non sempre con costanza ma spesso con passione. Ora, dopo tante strade prese, sembra che questa della tripla personalità sia quella giusta, a maggior ragione se il pubblico da sfamare non è quello della mia città di nascita.

Ci spieghi meglio questa cosa della tripla personalità?

Durante il giorno, sopratutto quando non lavoro, posso provare a essere un deejay, un rapper e un producer prendendo l’hip hop, di cui mi sono innamorato da ragazzino, e mescolandolo con i bassi che ho scoperto in giro tra periferia di Londra e qualche festival in Europa

Quindi hai bazzicato personalmente la periferia londinese?

Tre mesi di disastro, perdite di amicizie, party, letti non miei diventati miei, moquette adibite a letto, napoletani inferociti, allucinazioni, kfc, piercing, squat party, pullman notturni e donne rumene che ti mordono le dita mentre tu dici loro di essere la reincarnazione di un’aquila. Questo è ciò che ricordo.

È uscito They Stole My Laptop Twice, il tuo primo EP. Come nasce e dove si colloca musicalmente?

Nasce sempre in quel periodo di cui ti ho parlato prima, di mezzo c’è un duplice furto di laptop con i progetti e molta confusione. Musicalmente, sicuramente sono sempre stato al centro tra l’hip hop di Houston e Atlanta e i suoni più profondi del dubstep di Bristol e Croydon, per cui credo di avere espresso elementi di entrambe le preferenze in ognuno dei miei beat.

Com’è avvenuto il duplice furto che ha battezzato l’EP e come ha influito?

Quando ti rubano due Macbook in pochi mesi, l’evento influisce su qualsiasi cosa nella tua vita. La dinamica è stata molto simile. La macchina. Soste brevi. Il sud Italia.

Premettendo che Miley che “si tocca” è sempre un bel vedere, da dove nasce l’idea per Like a Miley Virgin, primo video estratto dal tuo EP?

Merito di Paula Ling Y Sun, visual artist nata in Cina che ho conosciuto tramite la mia connessione col brand di high streetwear Uname. Quando ho deciso di tagliare quel campione ho subito fatto un collegamento tra Lil Wayne e Madonna ed ho creato un mostro anti-pop che si chiamava Like A Milli Virgin. Poi Paula, al momento al lavoro a Roma per lo studio CL 223, ha preso l’audio e ci ha montato quei sexyglitch di Miley, facendomi inevitabilmente ripensare al concetto di mostro che avevo in mente fino a qualche minuto prima. Ci abbiamo pensato su ed abbiamo deciso di reinventarci le regole grammaticali inglesi in onore della Vergine Miley.

Dj Sgamo: sei resident al Kode_1, fiera roccaforte dell’elettronica intelligente made in Italy. Come vedi e come si declina il tuo lato da Dj, inserito anche in unambiente come il Kode_1?

Ho iniziato a fare il dj in coppia con Carlo Malito, entrambi venivamo dal rap e ascoltavamo il dubstep in cameretta. Poi un giorno mi ha portato di forza al Monegros, in Spagna: quando siamo tornati io volevo diventare il dj più forte del mondo e sentivo che per diventarlo avrei dovuto fare coppia con lui. Passati alcuni mesi in giro per grossi locali della provincia, affiancando anche grossi nomi, ci siamo divisi. Nel frattempo ho abbracciato con curiosità tutto il mondo dell’elettronica da ballare, tra rave illegali, clubbing, after party più o meno patinati, one night e festival in tutta Europa. Ascoltare così tanti deejay diversi tra loro in situazioni così eterogenee mi ha sicuramente rinforzato, e quando l’anno scorso ho conosciuto Vincenzo, il boss di Kode_1, nonostante non avessimo avuto nessun contatto prima d’allora mi ha chiamato subito a suonare da lui (proprio alla prima di Capibara in Puglia, tra l’altro). Oggi sono felicissimo di essere il resident di Kode_1. Per due motivi: innanzitutto, non ho più bisogno di fare il facchino al servizio di una scena locale ignorante, infarcita di techno banale e lenta di comprendonio ma ho un posto tutto mio dove pensare/dire/fare/suonare tutto ciò che mi pare. E poi perché mio fratello Carlo ha ripreso a suonare ed è resident insieme a me. Non potevo chiedere di meglio. Del resto se Kode_1 non fosse stato in Puglia, io sarei scappato di nuovo quest’anno, e invece, eccomi qua in attesa di una nuova stagione (qui un video di Sgamo Carlo Malito).

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Passando invece al tuo lato rapper, io ti ho conosciuto grazie al feat. con Capibara in Septum. Quando e come hai iniziato il tuo percorso come mc e cosa ti ha influenzato?

Ho scoperto la musica hip hop tramite le colonne sonore di quei videogiochi da basket che spaccavano tutto all’inizio dei 2000, e da subito è diventata l’unica cura che avevo da ragazzino per dare un senso alle giornate che passavo nel mio quartiere di nascita. Da quel momento ho subito preferito presenziare a grosse jam al nord piuttosto che battermi alla conquista di una fetta di torta nella scena di Bari. Ho avuto varie crew, partecipato in mixtape importanti e collaborato anche con attuali big della scena ma, complici screzi personali, non si è concluso quasi mai niente.

Lo Sgamo producer ha appena pubblicato il suo primo EP: cosa puoi dirci invece sul futuro dello Sgamo rapper? Il ritorno dietro al microfono per Septum avrà un seguito, magari con un’altra uscita vera e propria?

Septum è stato un gioco che abbiamo voluto fare con Capibara; da quando abbiamo suonato insieme la prima volta, abbiamo notato una certa sinergia. Sembra che sia venuto tutto per il meglio, tanto che è quasi pronto il video ufficiale e, se si può dire, non rimarrà la nostra unica collaborazione. Per quanto riguarda la mia carriera da mc, ci sono tante storie e tanti legami che sono andati bruciati nel tempo e che l’hanno interrotta più volte ma, ad oggi, mi sento particolarmente in forma ed ho un sacco voglia di scrivere e cantare. Mi piacerebbe molto, grazie ai contatti che ho acquisito in giro facendo il dj, riuscire a inserirmi in un discorso musicale più indie, piuttosto che dovere seguire il rap filo-violento o peggio ancora quello filo-politico. Uso l’autotune nelle mie strofe dal 2008, per cui, vorrei mantenere un’impostazione tamarra e divertente, ma comunque personale. Su Internet ho conosciuto un producer di 15 anni che si chiama Talpa che sforna beat a ripetizione, non escludo featuring a sorpresa. Se poi a qualcuno interessa davvero, ho cinque testi pronti per essere registrati e una ventina di strofe scritte ancora inedite che aspettano solo un letto su cui poggiarsi.

Il video di Septum uscirà a breve e ne sono stati diffusi alcuni preziosi fotogrammi che ti ritraggono sovente immerso in una miriade di squisite fanciulle. Che esperienza è stata?

Alla fine abbiamo solo ripreso una mia giornata tipo. La verità è che ho iniziato una collaborazione con Claudia Decaro, fotografa numero 1 per quanto riguarda la nightclubbing locale, amata da tutta la figa del posto. Arruolare quest’armata, quindi, è stato più semplice del previsto, ed io sono stato fortunatissimo. Non vedo l’ora che esca il video. Sarà sicuramente un toccasana per gli occhi di tutti gli uomini del mondo.

A proposito di toccasana per le iridi maschili, vi lasciamo proprio con il video di Like a Miley Virgin, primo singolo estratto dall’EP.

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