Album
It's a Beautiful Place
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Riccardo Zagaglia
- 24 Agosto 2025
Il passaggio alla Matador (2023) ha senza dubbio dato una bella spinta al progetto Water From Your Eyes, fino a quel momento materiale piuttosto di nicchia. Non che oggi siano tra i nomi più chiacchierati e seguiti del panorama indie, ma la formazione americana ruotante attorno a Nate Amos (This Is Lorelei) e Rachel Brown ha avuto un bel boost mediatico negli ultimi due anni, prima con il buon album Everyone’s Crushed (addirittura BNM su Pitchfork) e poi con una serie importante di date live, compresa quella – per certi versi incredibile – di spalla ai compagni di etichetta Interpol a Mexico City (si parla di oltre 150.000 persone).
I Water From Your Eyes provano a capitalizzare con It’s a Beautiful Place, chiaramente smussando alcune tentazioni avant/no wave (che nel loro caso non è necessariamente un male) ma rimanendo comunque radicali, anarchici ed eclettici a livello artistico.
L’indie rock del duo è sbilenco, frammentato e contaminato e tende a non assecondare il formato pop song: talvolta sembrano afferrarne i crismi (il ritornello di Life Signs ad esempio) ma subito dopo distruggono tutto infilandoci rumorismi, complessità ritmiche e melodie poco scorrevoli. Pur abbondando di momenti dancey angolari (Playing Classics), l’album rimane un lavoro chitarristico e in questo senso emerge di tanto in tanto il loro amore per i RHCP: la strumentale It’s a Beautiful Place ad esempio sembra direttamente uscire dal Frusciante solista (stessi licks, stesse distorsioni) così come alcune contaminazioni basic-rap che spuntano di tanto in tanto sia a livello di beat che di strofe. Per il resto caotica math-psichedelia (Nights in Armor), groove acidi (Spaceship) e apatico slacker-pop (Blood On the Dollar).
Tracklist
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Discografia
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- 1 One Small Step
- 2 Life Signs
- 3 Night in Armor
- 4 Born 2
- 5 You Don't Believe in God?
- 6 Spaceship
- 7 Playing Classics
- 8 It's a Beautiful Place
- 9 Blood on the Dollar
- 10 For Mankind
