Album

Pe'ahi II

25 Aprile 2025 pop indie shoegaze noise

Discograficamente parlando la carriera dei Raveonettes nell’ultimo decennio è stata piuttosto inconsistente e frammentata, scandita da una pausa, da un album-non-album (2016 Atomized, 12 tracce pubblicate a intervallo mensile durante il 2016) e da un recente album di cover (The Raveonettes Sing…) che ha principalmente i contorni di un mero tributo alle proprie – piuttosto evidenti – influenze (The Velvet Underground, Cramps, Shangri-Las, Paris Sisters…).

Proprio questo contrasto tra il chitarrismo nero, rumorista e scarno di gente come i VU (ma successivamente anche dei Jesus and Mary Chain) e le colorate armonie vocali degli Spectoriani girl group 60s è il tassello primario del suono del duo danese (Sune Rose Wagner e Sharin Foo) capace nel tempo di proporsi prima come alternativa all’indie albionico nella metà degli anni zero (la minor hit Love in a Trashcan e il successivo album della consacrazione Lust Lust Lust) e poi come culto hip tra i neo dreamers/shoegazers nei primi anni dieci (Observator).

Il nuovo album Pe’ahi II, pubblicato sulla personale Beat Dies, riparte idealmente dall’ultimo “vero” album dei Raveonettes (Pe’ahi) senza cercare di aggiornare una formula già rodata, né di rivoluzionarla: la coppia Wagner-Foo si muove come sempre ai margini del pop, spingendo i suoi stilemi verso un confine abrasivo ma immediato, fatto di delay, feedback e melodie fluttuanti. Un romanticismo noise sì crepuscolare ma che non disdegna la sunshine (anche quella con suffisso pop) si propaga lungo poco più di trenta minuti di musica in cui mancano forse i pezzi da novanta (Speed è comunque un piccolo inno e i singoli Killer e Dissonant sono più che discreti) ma che non deluderanno i seguaci del duo.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 STRANGE
  • 2 BLACKEST
  • 3 DISSONANT
  • 4 KILLER
  • 5 LUCIFER
  • 6 SPEED
  • 7 SUNDAY SCHOOL
  • 8 URLIKKE
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