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Pretty on the Internet

18 Luglio 2025 pop rock indie

In UK esiste una tipologia di band difficile da rintracciare in modo così marcato sugli altri principali mercati discografici. Parliamo di gruppi con un airplay praticamente nullo sulle radio nazionali, che non hanno nessun tipo di appeal tra gli addetti ai lavori (scarseggiano recensioni o articoli), che stilisticamente non hanno nulla di particolarmente distintivo (tendenzialmente sono un gradino un pelo sopra alle cover band locali) ma che riescono a portare tanta gente ai loro concerti e che riescono a vendere tanti vinili e – soprattutto – CD nella prima settimana ogni volta che esce un nuovo lavoro.

I Lathums sono forse l’emblema (già due n.1 nella classifica degli album inglesi), gli Snuts un altro esempio di rilievo (il loro W.L. arrivò in cima alla UK chart con oltre 20.000 copie vendute) con i Reytons (anche loro un n.1 in curriculum) a completare la triade di band con il “The” davanti dalle caratteristiche di mercato similari. Da Earlestown (Merseyside) i The K’s si aggiungono alla lista – dopo aver debuttato in 3° posizione lo scorso anno con l’esordio I Wonder If the World Knows? – con un secondo lavoro intitolato Pretty on the Internet proiettato verso la prima posizione con cifre superiori – ad esempio – all’ultimo album degli IDLES, giusto per dare un metro di misura.

La band guidata da Jamie Boyle confeziona dodici tracce di puro indie pop-rock basico con – ancora – in mente il periodo d’oro mid-00s con agganci tanto alla working-class e ai karaoke rock da pub quanto ad un pubblico da festival generalista: energia diffusa (Rat Poison), ricerca dell’anthem (Breakdown in My Bedroom), melodie aperte e edificanti (Picking Up The Pieces), riffettini bombastici dal sapore adolescenziale e poco altro.

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