Album
Boys These Days
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Riccardo Zagaglia
- 25 Maggio 2025
Dopo gli EP introduttivi (Winter Nets del 2018 e Keep Walking! del 2019) e due album (Deep Down Happy del 2020 e Gulp! del 2022), si può parlare oggi degli Sports Team come di una promessa mantenuta a metà se non addirittura di una promessa mai mantenuta: su disco non sono mai riusciti a sintetizzare l’esuberanza delle loro performance live, le composizioni sono sempre state abbastanza altalenanti e non hanno – ancora – messo le basi per un sound davvero distintivo. Il loro indie rock energico a metà strada tra la stagione albionica mid-00s e pose jaggeriane non ha saputo per il momento né entrare in sintonia con le preferenze degli addetti ai lavori, né con un pubblico più ampio, rimanendo in una sorta di limbo.
Con il terzo album Boys These Days, la band guidata da Alex Rice per smuovere le acque tenta alcune variazioni sul tema, finendo ancora una volta per firmare risultati alterni. Azzeccata I‘m in Love (Subaru), una sorta di rimaneggiamento di alcune proposte a cavallo tra sophisti-pop e new romantic (tipo gli Spandau Ballet) e certi brani dei The 1975 ma, ad esempio, gli slanci dalla Dexys Midnight Runners (con gli Stones sempre dietro l’angolo…) di Condensation, gli approcci dritti alla Elvis Costello (Sensibile) o il piano-glam di Elton John misto brit-rock alla Supergrass (Boys These Days), in un contesto come il loro, suonano vagamente anacronistici.
Ci provano in vari modi ma alla fine finiscono spesso per superare di poco quella linea immaginaria che separa la vitalità piacevole da quella eccessiva, e quindi fondamentalmente irritante (vedi anche Bang Bang Bang, tra Morricone e cowpunk). Detto questo, per chi stravede per il rock&roll incalzante proposto con ironia tagliente e sarcasmo, con strafottenza ma anche senza prendersi troppo sul serio, gli Sports Team continuano a essere un’ancora di salvataggio.
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