Album

Gem of the West

2 Maggio 2025 rock art indie post-punk noise

Da Lethbridge, Canada il polistrumentista Kim Elliot/SENTRIES cerca – e trova – l’affermazione definitiva (in ambiti indie) dopo il buon interesse suscitato lo scorso anno con il sophomore Snow as a Metaphor for Death.

Con il nuovo album Gem of the West in appena 365 giorni è riuscito ad affinare ogni aspetto di una proposta musicale fin dall’inizio intrigante, aggiungendo piccoli tasselli fondamentali per amalgamare una formula a tratti caotica e votata alla sperimentazione rumoristica ma con parecchi hook destinati ad un pubblico meno esigente. Esemplare in questo il singolo The Cowboy’s Carcass, sette minuti scarsi di ritmiche angolari di matrice post-punk (con alcuni slanci che i Preoccupations hanno un po’ perso con il tempo), tagli post-hc e inserti di noise-rock il tutto infarcito di una incalzante tensione quasi cinematica.

Difficile da crederci ma Gem of the West è un’opera scritta e realizzata praticamente in totale solitaria (compreso missaggio e produzione) che non brilla solo di intuizioni stilistiche ma anche di un songrwiting che sa puntare al classico (Nails) pur senza perdere di vista lacerazioni noise rock (Charmed Houses). Il lontananza qualche influenza crank wave del giro Windmill (Squid in particolare), ma sono solo piccoli elementi sparsi all’interno di una tracklist eterogenea (in Red Eye Removal troviamo addirittura passaggi ad altezza Radiohead ) e ben equilibrata tra esplosioni rabbiose e melodie più strutturate. Una di quelle gemme (appunto…) con le giuste caratteristiche per diventare con il tempo materiale di culto.

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