Album

Akousmatikous

19 Maggio 2023 elettronica

Multistrumentista, compositrice e producer prestata al mondo della musica da quello scientifico, la statunitense Lindsay Olsen – in arte Salami Rose Joe Louis – arriva al secondo album per la prestigiosa Brainfeeder con Akousmatikous. La label californiana fondata da Steven Ellison aka Flying Lotus è nota per il repertorio tutto rintracciabile in una terra di mezzo tra elettronica, hip hop e jazz, ed il nuovo lavoro della Olsen non si discosta dal collaudato modello ma anzi, ne ripercorre con successo le impronte.

Stando alla press release, la parola Akousmatikous/Akousmatikoi (o acusmatico) si traduce in “suono dove non c’è una fonte identificabile”. Gli Akousmatikoi erano una setta di mistici pitagorici del V secolo a.C., chiamati “ascoltatori” in contrapposizione alla setta dei Mathematikoi, chiamati “discenti”. Gli Akousmatikoi si concentravano sul rituale, sull’armonia e sul comportamento etico. La Olsen ha dichiarato: “Sono affascinata dal concetto di ascoltare un suono quando non ne conosciamo la fonte. L’atto di ascoltare in questa grande distesa dell’universo, per trovare risposte, domande o semplicemente per qualcosa di indefinibile che cerchiamo”.

In continuità con il precedente Zdenka 2080, uscito nel 2019, la nuova prova disegna paesaggi post-apocalittici ma lo fa da un ottica che potremmo definire modernamente psichedelica. Uno stuolo di collaboratori del giro Brainfeeder la accompagna in questo viaggio fantascientifico, tra gli altri Betamax e Danalogue, rispettivamente batterista e tastierista di The Comet Is Coming.

Musicalmente la statunitense riesce bene nella quadratura di un ipotetico cerchio, sposando la sua vocalità sussurrata e sognante ad un elettronica liquida, imprevedibile di guizzi armonici e melodici e repentini cambi di tempo e ritmo di cui il jazz risulta il principale maestro e punto di riferimento. Stando bene attenti a fare comunque delle dovute distinzioni. Infatti, quello che percorre i solchi di queste complesse ed astratte sedici tracce non è il jazz della tradizione ma quello anticonvenzionale della Generazione Z.

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