Album
La nuova stella olandese del chamber-pop
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Valentina Zona
- 12 Settembre 2025
Dopo l’acclamato Honeycomb Shades del 2023, che le è valso svariate candidature come Best Dutch Album nel suo Paese d’origine, la cantautrice di Rotterdam è partita alla volta di Bristol per farsi aiutare nientemeno che da Ali Chant (già produttore di PJ Harvey, Perfume Genius, Soccer Mommy).
L’album è stato realizzato in un momento molto difficile: Kester stava affrontando una crisi esistenziale, aggravata da una terapia inefficace, una depressione persistente e gli effetti collaterali della terapia per l’ADHD. La stessa esperienza di Bristol è stata sfidante: Robin ha raccontato di essersi sentita quasi sopraffatta dalla sensazione di non essere abbastanza, come racconta nel brano Happy Sad (It’s A Party), scritto prima dell’inizio delle sessioni di registrazione: “Mi sentivo completamente fuori luogo, perché stavo per lavorare con persone che ammiravo davvero. Ero insicura, ma c’era anche un’altra parte di me che non voleva ammetterlo. Penso che fossero due lati opposti di me che finalmente stavano iniziando a parlarsi.”
Dark Sky Reserve è un disco di sofisticato art-pop denso di inquietudini, che cita tra i suoi riferimenti stilistici, oltre alla già menzionata PJ Harvey, la cantautrice Mitski e – immancabilmente – le suggestioni bristoliane dei Portishead (sfacciatamente palesi in brani come Talybont-on-Usk o Tree-lined Lanes, dove la Kester pare letteralmente trasformarsi in una novella Beth Gibbons).
Tracklist
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Discografia
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- 1 An Hour Per Day
- 2 Happy Sad (It's A Party)
- 3 Departure
- 4 The Daylight
- 5 Dog
- 6 Talybont-on-Usk
- 7 Perspective
- 8 Game Sounds
- 9 Tree-lined Lanes
- 10 Something Is Moving
- 11
