Album

Purity Ring

26 Settembre 2025 pop synthpop electro glitch

Il tempo passa per tutti, anche e soprattutto per i Purity Ring che in poco meno di quindici anni (dall’hype attorno ai singoli Ungirthed e Belispeak) hanno visto rapidamente sgretolarsi sotto ai piedi le basi per una carriera da top players, come era invece possibile auspicare ai tempi del mai più superato esordio Shrines (2012) che tra i vari meriti aveva anche quello di essere uscito nel momento giusto.

Il duo canadese composto da Megan James e Corin Roddick torna timidamente con il quarto lavoro intitolato semplicemente Purity Ring (mancanza di idee? Voglia di ripartenza?) che arriva a ben cinque anni di distanza dal precedente – e non troppo memorabile – WOMB. L’obiettivo dichiarato è quello di ricreare le sensazioni fornite da certe colonne sonore d’accompagnamento nei RPG di qualche anno fa (Final Fantasy X in primis) ma a parte le riuscite strumentali (il comfy-synth di Mistral e la piano-lullaby Mj Odissey) e alcune soluzioni sui synth (l’intro di Broken Well) l’album sembra puntare altrove, in particolare strizzando l’occhio alla gen Z con tutto sommato riusciti ripescaggi drum&bass (Many Lives), trance (Place of My Own) e estetiche Y2k.

La chimica tra i due è ancora palpabile e in generale la cifra stilistica rimane ben riconoscibile ma non siamo di certo di fronte all’album della rinascita.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 relict
  • 2 Many lives
  • 3 part ii
  • 4 place of my own
  • 5 red the sunrise
  • 6 memory ruins
  • 7 mistral
  • 8 the long night
  • 9 imanocean
  • 10 between you and shadows
  • 11 mj odyssey
  • 12 broken well
  • 13 glacier ::in memory of rs::
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