Album

Songs for the Mean and the Vile

1 Dicembre 2023 cantautori

Anticipato da due singoli di lancio, Songs for the Mean of the Vile EP è la brillante raccolta che inaugura l’avventura del cantautore napoletano Luca Di Maio – ora di stanza ad Amsterdam – con la lingua inglese. A sette anni di distanza dall’ottimo Letiana, recensito su queste pagine da Fabrizio Zampighi, Di Maio – archiviato il progetto Insula Dulcamara – rivela un naturale talento nella ricerca sperimentale di sonorità e tessiture compositive finalmente inedite: Songs For the Mean Of The Vile è soprattutto lo specchio di una narrazione sonora lontana dalle tipizzazioni italiane, altra da classici percorsi sperimentali in cui è sempre e solo l’elemento linguistico a determinare una rottura col passato.

Coprodotto assieme all’amico e collaboratore di lunga data Sergio Salvi (Delaporte), l’uscita del lavoro di Di Maio è stata anticipata da due singoli My Falling Wave (ft. DM Stith) e Rubber Kid (ft. Trustfall), pubblicati rispettivamente il 6 e il 27 ottobre mentre l’EP verrà diffuso il 1 dicembre. I cinque brani di Songs For the Mean Of The Vile regalano fortunate collaborazioni con Trustfall, DM Stith, Fabiana Martone (Nu Genea), Fanali e Laura Agnusdei. Ma oltre a questi nomi il cantautore è riuscito a incapsulare nella lunare magia di We Shall Be Dangerous gli inferni materici della vocalità di Mark Lanegan, scomparso lo scorso febbraio. La famiglia del musicista di Ellensburg non ha ancora autorizzato la pubblicazione del brano e, nel caso questo non venisse incluso nell’EP, vedrà comunque la luce come bonus track in un secondo momento.

I testi, pur intrecciando elementi fantastici tra sirene e figure mitologiche, brusche incursioni di attualità e acuto sguardo politico, mostrano una coesione compositiva, testimonianza viva della solidità artistica del musicista classe 1980. C’è una voracità perfettamente equilibrata nel lavoro di Di Maio, nelle trame scandite dei brani, nelle atmosfere fluttuanti e dilatate dei suoi schemi sonori. Un lavoro capace di offrire intrecci melodici soul e soluzioni armoniche uptempo sempre personalissime ed efficaci, a cavallo fra il miglior songwriting e un intelligente uso dell’elettronica. Ma soprattutto la conferma di quanto Di Maio sia pronto a scommettere su se stesso e sulla musica, indagando spelonche, lidi e coste di una sperimentazione organica e intimissima.

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