Album
One Simple Trick
-
Riccardo Zagaglia
- 3 Ottobre 2025
Tutto quello che c’era da dire sui Lovejoy l’avevamo probabilmente già detto per gli EP Pebble Brain (2021) e Wake Up & It’s Over (2023), ma non spendere due parole per quello che a conti fatti è l’album d’esordio non sarebbe giusto.
Si intitola One Simple Trick e vede la band di Brighton guidata da Wilbur Soot (youtuber di incredibile successo) cimentarsi con undici brani che mostrano nuovi segnali di perfezionamento compositivo, seppur all’interno di una proposta che – ad oggi – suona non troppo appassionante. Siamo ancora su coordinate indie rock britanniche piuttosto fedeli alla fortunata stagione mid-00s (con momenti più vicini al post-punk e momenti più vicini al power-pop) ma dopotutto se il mercato per la gen-Z è già infarcito di revival Y2K (dal nu metal, al pop passando per l’electro) è giusto che ci sia spazio anche per queste pseudo-nostalgie.
I brani, come dicevamo, sono anche piuttosto solidi, muovendosi tra i primi Arctic Monkeys (Fatal) e i Kaiser Chiefs (With Rob as My Witness) con spruzzatine di Babyshambles con il freno a mano tirato, evidenti tentazioni pop alla Two Door Cinema Club e sporadiche accelerazioni ad altezza The Automatic.
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