Album

Il pane e la sassata

26 Marzo 2021 world_etnica folk

Nel secondo album Il pane e la sassata il gruppo toscano La serpe d’oro continua a cercare e a riportare alla luce brani della tradizione regionale. L’impostazione non è strettamente filologica né si fa pura e semplice archeologia, e non tanto per la presenza di un’occasionale chitarra elettrica o dei due strumentali composti dal chitarrista/cantante Igor Vazzaz: intanto, la scelta delle canzoni privilegia quelle che più si prestano a un’esecuzione dal vivo, quelle teatrali – anche se non mancano i tipici lenti popolari tragici, vedi La Rocca / Cade l’uliva o Tramonta o sole.

La Toscana presenta un vasto e, alla fine, non troppo conosciuto, repertorio di canzoni afferenti a quella cultura sommersa (la definizione è gramsciana) alimentata di rivendicazioni sociali, dissidi amorosi, racconti dolenti, rappresentazioni licenziose, per un insieme d’istanze complesse e che formano un immaginario tanto potente quanto ineffabile… …Se, in alcune regioni, il repertorio è strettamente legato a importanti tradizioni di musica da ballo […] la Toscana, pur non essendo priva di tresconi, frullane e gighe, individua proprio nel repertorio dei canti […] una sua specifica forma espressiva in grado di sedimentare narrazione e memoria a partire dal medioevo sino al Novecento

Poi, perché i quattro intermezzi (o “stasimi”), con la loro aria quasi ambient, oltre a scandire l’andamento del disco, ne espandono l’aspetto musicale; infine, perché in mezzo ai brani tradizionali, vengono “riportate a casa” anche Sfiorisci bel fiore di Enzo Jannacci, la storica Folsom Prisom Blues di Johnny Cash che diventa Marassi blues (chiaramente si parla del carcere e non dello stadio) mentre Amor la vaga luce è un testo di Boccaccio musicato in occasione della lettura integrale del Decameron orgnizzata dalla Scuola Normale durante il lockdown. D’altronde il gruppo è convinto che “la musica popolare vada non conservata in senso museale, bensì saputa interpretare e, all’occorrenza, tradire proprio per cercare una ben più profonda forma di autentica fedeltà”.

E in effetti il disco e il gruppo fanno questo: rinfrescare la tradizione ed espanderla.

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Discografia
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  • 1 Son partito da Arcidosso (Vogliamo le bambole)/Giga di Arcidosso
  • 2 Va’ su quel poggio e piega quella rama
  • 3 All’amore ci ho fatto e ci fo
  • 4 Sotto il ponte della Sieve – stasimo primo
  • 5 Amor, la vaga luce
  • 6 I’ grillo
  • 7 La rocca/Cade l’uliva
  • 8 Sotto il ponte della Sieve – stasimo secondo
  • 9 Pan pentito
  • 10 Stornelli mugellani (L’amore è come l’ellera)
  • 11 Sotto il ponte della Sieve – stasimo terzo
  • 12 Marassi Blues
  • 13 Avevo un cavallino brizzolato
  • 14 Maria la stava in casa (La Passione) / Taranteretike
  • 15 Sotto il ponte della Sieve – stasimo quarto
  • 16 Tramonta o sole
  • 17 Sfiorisci bel fiore
  • 18 Sotto il ponte della Sieve – epilogo
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