Album
Il pane e la sassata
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Giulio Pasquali
- 18 Luglio 2023
Nel secondo album Il pane e la sassata il gruppo toscano La serpe d’oro continua a cercare e a riportare alla luce brani della tradizione regionale. L’impostazione non è strettamente filologica né si fa pura e semplice archeologia, e non tanto per la presenza di un’occasionale chitarra elettrica o dei due strumentali composti dal chitarrista/cantante Igor Vazzaz: intanto, la scelta delle canzoni privilegia quelle che più si prestano a un’esecuzione dal vivo, quelle teatrali – anche se non mancano i tipici lenti popolari tragici, vedi La Rocca / Cade l’uliva o Tramonta o sole.
La Toscana presenta un vasto e, alla fine, non troppo conosciuto, repertorio di canzoni afferenti a quella cultura sommersa (la definizione è gramsciana) alimentata di rivendicazioni sociali, dissidi amorosi, racconti dolenti, rappresentazioni licenziose, per un insieme d’istanze complesse e che formano un immaginario tanto potente quanto ineffabile… …Se, in alcune regioni, il repertorio è strettamente legato a importanti tradizioni di musica da ballo […] la Toscana, pur non essendo priva di tresconi, frullane e gighe, individua proprio nel repertorio dei canti […] una sua specifica forma espressiva in grado di sedimentare narrazione e memoria a partire dal medioevo sino al Novecento
Poi, perché i quattro intermezzi (o “stasimi”), con la loro aria quasi ambient, oltre a scandire l’andamento del disco, ne espandono l’aspetto musicale; infine, perché in mezzo ai brani tradizionali, vengono “riportate a casa” anche Sfiorisci bel fiore di Enzo Jannacci, la storica Folsom Prisom Blues di Johnny Cash che diventa Marassi blues (chiaramente si parla del carcere e non dello stadio) mentre Amor la vaga luce è un testo di Boccaccio musicato in occasione della lettura integrale del Decameron orgnizzata dalla Scuola Normale durante il lockdown. D’altronde il gruppo è convinto che “la musica popolare vada non conservata in senso museale, bensì saputa interpretare e, all’occorrenza, tradire proprio per cercare una ben più profonda forma di autentica fedeltà”.
E in effetti il disco e il gruppo fanno questo: rinfrescare la tradizione ed espanderla.
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Discografia
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- 1 Son partito da Arcidosso (Vogliamo le bambole)/Giga di Arcidosso
- 2 Va’ su quel poggio e piega quella rama
- 3 All’amore ci ho fatto e ci fo
- 4 Sotto il ponte della Sieve – stasimo primo
- 5 Amor, la vaga luce
- 6 I’ grillo
- 7 La rocca/Cade l’uliva
- 8 Sotto il ponte della Sieve – stasimo secondo
- 9 Pan pentito
- 10 Stornelli mugellani (L’amore è come l’ellera)
- 11 Sotto il ponte della Sieve – stasimo terzo
- 12 Marassi Blues
- 13 Avevo un cavallino brizzolato
- 14 Maria la stava in casa (La Passione) / Taranteretike
- 15 Sotto il ponte della Sieve – stasimo quarto
- 16 Tramonta o sole
- 17 Sfiorisci bel fiore
- 18 Sotto il ponte della Sieve – epilogo
