Album
The Alchemist's Euphoria
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Riccardo Zagaglia
- 26 Agosto 2022
The Alchemist’s Euphoria è il settimo album in studio dei Kasabian, band che fece il proprio – esplosivo – ingresso sulla scena quasi venti anni fa con una serie di azzeccati singoli (Club Foot, L.S.F. e Processed Beats) in grado di posizionarla in tempo record come una interessante alternativa – maggiormente legata alla tradizione brit&baggy e più vicina alla commistione tra rock ed elettronica che in quel periodo, oltre a Primal Scream, voleva dire anche Death In Vegas e The Music – alla scena indie rock/post punk revival che in quei mesi stava iniziando a dilagare.
A seguire una carriera piuttosto discontinua sia a livello qualitativo sia a livello di successo (Velociraptor! fu un mezzo caso in Italia, ma in patria andò decisamente peggio dei precedenti), fino ad arrivare ad una seconda metà di carriera caotica e allo sbando, attraversata da album (48:13 e For Crying Out Loud) dimenticabili e già dimenticati sia dal grande pubblico che dagli addetti ai lavori.
The Alchemist’s Euphoria non fa eccezione e riflette l’immagine di una band che prova in tutti i modi (ruffianate synth-pop e passaggi simil-crossover compresi) a rimanere a galla dopo un periodo turbolento che ha visto anche la fine del rapporto con il problematico Tom Meighan ed il conseguente accentramento nelle mani di Sergio Pizzorno (che due anni fa aveva tentato la strada solista a nome S.L.P.). Non mancano alcuni passaggi più ispirati, ma sono solo attimi e momenti all’interno di un ennesimo passaggio a vuoto.
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