Album

La Brea

1 Marzo 2025 art post-punk post-rock noise

La Brea è l’album d’esordio dei Hesse Kassel (il nome deriva dall’omonimo antico principato tedesco) e arriva all’improvviso dal nulla (o meglio da Santiago, Cile) per tranquillizzare i fan della prima ora dei Black Country, New Road rimasti folgorati all’epoca da Sunglasses e dalle sue vibes alla Slint.

L’iniziale Postparto in questo senso è emblematica con i suo flusso di coscienza in spoken pieno di tensione, i suoi cambi di ritmo e i suoi fraseggi strumentali davvero coinvolgenti. Il cantato solenne in spagnolo dona quel tocco esotico che fa la differenza. Decisamente valide anche le altre sette tracce del disco: in Vida en Terranova si alternano momenti che ricordano i Maruja (soprattutto nel drumming) o i GY!BE (le chitarre sul finale), in Yo La Tengo emergono claustrofobie infernali ad altezza Swans mentre altrove non si disdegna l’utilizzo del pianoforte in modalità art rock (Anova).

Perdoniamo ai cileni alcuni frangenti in cui si sfiora il plagio (in En Tiempo Muerto ci sono passaggi davvero molto simili a Track X dei BC,NR) ma è evidente che i Hesse Kassel abbiano ascoltato tanto e studiato tanto, assimilando di conseguenza le influenze dei propri beniamini per riproporle in modo comunque personale. Un’occasione, questa, anche per approfondire una scena “alt” come quella cilena che negli ultimi anni ha prodotto ottime cose (Asia Menor, Columpios al Suelo, Niños del Cerro…).

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