Album

Sonic

21 Marzo 2025 pop shoegaze dream

Con Sonic, i Glazyhaze si vanno ad inserisce con grazia e coerenza nel solco dello shoegaze più atmosferico, filtrato attraverso una sensibilità melodica intimista e un’estetica chiaramente influenzata dal dream pop e da certi ricordi 90s. Veneti come i You, Nothing (purtroppo sciolti dopo l’ottimo esordio Lonely // Lovely), i Glazyhaze, costruiscono uno spazio sonoro autonomo, personale, in cui riverberi dilatati, chitarre liquide e una voce distante (quella di Irene Moretuzzo, intervallata di tanto in tanto da quella di Lorenzo Dall’Armellina) compongono un paesaggio emotivo sospeso, rarefatto ma denso di nostalgia.

I riferimenti più superficiali sono chiaramente i grandi classici (Slowdive, My Bloody Valentine…) ma sono presenti anche sfumature (ancora) più melodiche ad altezza Sundays così come aperture alt-90s (Dwell) e ritmi più vicini al post-punk etereo dei Be Forest (la titletrack).

Il successore di Just Fade Away (2023) è un disco coeso, che si sviluppa prediligendo le emozioni diluite ai climax, la nebbia sonora alla struttura strofa-ritornello, donando una sorta di morbida alienazione.

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  • 1 WHAT A FEELING
  • 2 BREATH
  • 3 FORGIVE ME
  • 4 NIRVANA
  • 5 DWELL
  • 6 SONIC
  • 7 STARDUST
  • 8 SLAP
  • 9 NOT TONIGHT
  • 10 WARMTH
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